Bimbo Alieno: le suggestioni infantili di un accanito lettore di “Topolino”

Se volete capire in modo chiaro e sintetico come gira il mondo in termini di finanza, allora fate come me, seguite Bimbo Alieno e se lui è tranquillo allora potete rilassarvi un po’ e uscire a cena. Ecco a voi …Leggi tutto

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Se volete capire in modo chiaro e sintetico come gira il mondo in termini di finanza, allora fate come me, seguite Bimbo Alieno e se lui è tranquillo allora potete rilassarvi un po’ e uscire a cena. Ecco a voi un riferimento irrinunciabile per avere sempre gli occhi aperti sul nostro futuro economico…

Sul tuo sito si legge che sei un operatore finanziario, un operatore finanziario innamorato della rete a giudicare dal tuo seguito sui social. Come è nato questo quotidiano rapporto con internet?

Correva l’anno 1997, internet iniziava a diffondersi con i modem a 56k in molte case, mentre le aziende si preoccupavano di modificare il “doppino” per avere la linea ISDN… io avevo una passione per la grafica e le animazioni flash e con due amici aprimmo una società di web design. Avevamo un entusiasmo straripante e disegnavamo di notte per i clienti che cercavamo di giorno. Ma precorrevamo troppo i tempi, il valore del nostro lavoro non era riconosciuto né misurabile: il nostro entusiasmo era messo duramente alla prova. 

Nel frattempo io stavo avviando la mia attività nel settore finanziario e mi trovai a dover decidere che fare. Scelsi di vendere le quote della società agli altri due soci, accantonare la mia vena creativa per dedicarmi ai numeri della finanza. Dalla grafica ai grafici di Borsa.

Tempo dopo, era il 2008, lavoravo per una grande banca svizzera e mi accorsi che molto spesso ripetevo la medesima telefonata decine di volte nella stessa giornata: raccontavo ai miei clienti gli eventi del giorno e la mia interpretazione su ciò che sarebbe stato giusto fare sul portafoglio di investimento. Pensai: “potrei rispolverare la mia vena creativa e creare uno spazio per descrivere cosa succede e quale interpretazione ne do. Faccio prima a scriverlo una volta che a dirlo al telefono 40 volte.” Così nacque il blog “Bimbo Alieno(scelsi un nickname anonimo perché l’istituto svizzero avrebbe potuto non gradire opinioni indipendenti). I social network, in particolare Twitter, sono il naturale prolungamento di un blog che ormai va ben oltre quei quaranta destinatari iniziali, il microblogging è lo strumento che mi permette di informare senza ogni volta preoccuparmi di completare un post.

I post che scrivo, infatti, sono riflessioni articolate e “a freddo”, vengono impaginati con cura, abbinati a foto di richiamo… insomma Twitter per le info veloci, il blog per le riflessioni ponderate.

Avresti voluto in qualche modo poter fare il giornalista, poterti impegnare a tempo pieno nell’informazione?

Onestamente non ci ho mai pensato. Scrivere non è nato come un vezzo, ma come esigenza originatasi per motivi strettamente pratici; tra l’altro scrivere non è mai stato il mio forte, io sono sempre stato più bravo coi numeri che non con le parole. Devo dire, però, che più passa il tempo e più scrivere mi da soddisfazione e -soprattutto- il tasso di disgusto che provo rileggendomi si riduce mese dopo mese: l’esercizio costante ha portato i suoi frutti.

Qualche giorno fa ho avuto una conferma di questa mia sensazione: un mio articolo é stato pubblicato sul sito dell’OCSE, e sono il primo blogger italiano -momento dell’orgoglio alieno- a cui sia mai capitata questa opportunità.

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Che fonti utilizzi di solito per capire se una notizia data al grande pubblico tramite televisioni o quotidiani è attendibile o no?

Le fonti di tipo finanziario sono sicuramente le agenzie di stampa e -col tempo- una selezione di giornalisti o altri professionisti su Twitter, che é la mia agenzia di stampa personale.

Probabilmente è una domanda un po’ sciocca, ma provo comunque a portela: c’è una soluzione a questa crisi economica italiana, o c’è un modo per arginare i danni?

Se pensi all’Italia come ad una famiglia, il Governo svolge il ruolo di capofamiglia e ha l’incarico di amministrare le risorse comuni e gestire le spese. Per anni, decenni, nella “famiglia Italia” entravano (dalle tasse) meno soldi di quanti ne uscissero.

Il capofamiglia, piuttosto che spiegare ai figli che dovevano ridurre le telefonate alla fidanzata e alla moglie che doveva diradare le sessioni dall’estetista (senza dimenticare le cene ad ostriche, champagne e bagordi vari che il capofamiglia si concedeva spesso…), ha preferito anno dopo anno accumulare del debito, consentendo ai propri congiunti di comprarsi il motorino ed i capi d’abbigliamento firmati anche se sarebbe stato meglio chieder loro qualche piccolo sacrificio. Ahimé il capofamiglia temeva, chiedendo sacrifici, di essere detestato e di perdere il ruolo. Il risultato è stato quel cumulo di debito talmente grande (2000 miliardi di €) che è diventato per noi importantissimo fare in modo che costi poco (e qui interviene lo spread) perché già così ci costa quasi 100 miliardi all’anno.

Quello che ora occorre fare è ridurre il peso di questo debito. Ogni volta infatti che riusciremo ad assestare un colpo alla montagna di debito avremo un risparmio permanente di costi, cioè risorse per -ad esempio- ridurre le tasse o dare incentivi ai giovani imprenditori o investire sulla scuola… ecc. ecc.

Per poter però assestare colpi alla montagna del debito bisogna che al “capofamiglia” non solo i soldi raccolti nell’anno bastino a coprire le spese, ma che ne avanzino pure. Quindi per qualche tempo dovremo abituarci a vivere in una famiglia (uno Stato) in cui le tasse superano la somma di servizi, stipendi e spese pubbliche in genere; il che è sgradevole: fa sentire un peso eccessivo delle tasse e genera malcontento. Un malcontento che va gestito, perché quella montagna di debito ci vorrà parecchio tempo per abbatterla in modo evidente, e dunque la situazione di forte pressione fiscale -anche se si attenuerà- durerà un bel po’. Sempre sperando che i prossimi capofamiglia siano molto diligenti nel non sperperare le risorse e si concentrino nella riduzione del debito.

Come mai hai deciso di occuparti di finanza? Quindi, qual è stato il percorso che ti ha portato a dove sei ora?

Ricordo che quando ero in terza elementare aspettavo che mio padre tornasse a casa la sera dal lavoro con il “sole24ore” perché in cameretta avevo appeso dei fogli di carta millimetrata su cui aggiornavo giorno dopo giorno i grafici delle azioni. Credo che fossero le suggestioni infantili di un accanito lettore di “Topolino” e in particolare degli interni del deposito di Zio Paperone, dov’erano appesi grafici ovunque.

Diciamo che mi è sembrata una strada naturale, ho sempre avuto l’indole di approcciarmi alle cose in termini numerici.

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Il paese dove converrebbe trasferirsi e perché?

Ho passato il biennio 2008-09 a teorizzare dove emigrare. Dipende senz’altro da ciò che uno cerca e dai valori che ciascuno ritiene importanti. Quando si pensa all’emigrazione come risposta alla Crisi economica viene naturale pensare ai Paesi “BRIC” i grandi Paesi emergenti: Brasile, Russia, India e Cina. Io onestamente non emigrerei in nessuno di questi quattro, per diverse ragioni. Io ho due figli ancora piccoli e, nel caso, credo mi troverei più a mio agio in Paesi come Canada o Australia. Se invece quando si parlava di Brasile ti é rimasta addosso l’allegria sudamericana allora gioco un jolly e dico: Cile.

Il tuo obiettivo a lungo e a breve periodo?

Guarda, io sono un collezionista di esperienze. Cerco -nel breve e nel lungo periodo- di provare nuove cose, imparare a farne delle altre, fare, smontare e ricominciare da zero decine di cose. Almeno finché avrò l’energia per farlo, anzi proprio per la consapevolezza che ad un certo punto non avrò più l’energia per farlo.

3 profili tw e 3 blog da consigliarci?

Ma come faccio a dartene solo 3???

Me ne vengono in mente almeno 30 che definirei “imperdibili”!

Va bene, faccio uno sforzo. Ti dico tre profili Twitter che mi manderebbero in stress da connessione se restassi senza: @mastrobradipo @petunianelsole e @masaraht

Quanto ai blog trovo interessante Italia dall’Estero (http://italiadallestero.info/ ) che propone articoli della stampa estera sull’Italia, Minuzie (http://simonespetia.wordpress.com/) il blog di Simone Spetia ed infine Visual Economics (http://www.visualeconomics.com/) un blog di infografiche.

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Sei felice?

Ma non l’hai capito, vedendo quanto tiro in lungo quest’intervista, quanto sono felice di stare qui con te?

 

 

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