Il tramonto del condom e l’aumento del rischio

Durante il concerto del primo maggio, Luca Romagnoli, il cantante della band Management del Dolore Post-Operatorio, alza al cielo un preservativo, tenendolo tra le mani con un’evidente allusione liturgica. Un gesto spiazzante, che ha lasciato senza fiato le …Leggi tutto

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Durante il concerto del primo maggio, Luca Romagnoli, il cantante della band Management del Dolore Post-Operatorio, alza al cielo un preservativo, tenendolo tra le mani con un’evidente allusione liturgica. Un gesto spiazzante, che ha lasciato senza fiato le regie televisive. Dissacrante, sacrilego, blasfemo, ma più efficace di tante parole e contrapposizioni ideologiche sull’utilizzo del condom.

Il Cantante Luca Romagnoli esibisce un preservativo durante il Concerto del Primo Maggio.

In Italia una percentuale compresa fra il 50 e il 70 per cento dei giovani non usa il preservativo, le prescrizioni della pillola del giorno dopo sono aumentate e dal duemila ad oggi il contagio da AIDS è tornato un problema, non più tra i tossicomani, ma tra chi si espone a comportamenti sessuali a rischio.

Nonostante un ventennio dedicato all’informazione sulle malattie veneree con messaggi pubblicitari anche shoccanti e con un’educazione sessuale applicata in pillole dai vari istituti italiani, molti ragazzi trascurano la drammaticità di una diagnosi di epatite o AIDS.

Di fatto, esporsi al contagio venereo, cela non già una mancata informazione sul tema, ma un deficitario controllo degli impulsi, non regolato da un’adeguata funzione riflessiva e soprattutto dall’amore per la vita. Ed è proprio questo che ha rivendicato Luca Romagnoli in un’intervista.

Esibire il condom come un’ostia è un inno alla vita, alla riflessione, ponendo un limite alla scarica pulsionale e all’appagamento immediato della spinta sessuale.

Sigmund Freud, il padre putativo della scienza del sesso, ha più volte sostenuto che la nascita e il procedere della civiltà sono il risultato della procrastinazione del soddisfacimento sessuale.

Abbandonarsi alla richiesta pulsionale è rischioso, è come guidare una moto senza freni. Nel caso in questione il profilattico è il freno giusto, che simboleggia, non solo l’impedimento meccanico ad eiaculare in vagina, ma soprattutto una salvifica propensione alla naturale creatività della vita.

Giacomo Ciocca
Psicologo e Sessuologo;
Dottorando di ricerca in medicina sperimentale e endocrinologia, corso di sessuologia medica presso l’Università degli Studi dell’Aquila.

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