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Viticoltori eroici

In chiusura dell’inverno una riflessione -per meglio dire un incoraggiamento- rivolto a quei viticoltori che potremmo definire eroici. Il coraggio di queste persone non è riferito ai pur complicati problemi di mercato, perché riguarda in realtà le condizioni di lavoro, …Leggi tutto

In chiusura dell’inverno una riflessione -per meglio dire un incoraggiamento- rivolto a quei viticoltori che potremmo definire eroici. Il coraggio di queste persone non è riferito ai pur complicati problemi di mercato, perché riguarda in realtà le condizioni di lavoro, molto spesso esercitate in posti impervi e spesso quasi irraggiungibili.

Se tutto ciò non bastasse per definirli tali, va detto che a queste condizioni si aggiunge l’impossibilità di utilizzare macchinari di alcun tipo, non tanto per questioni di costi, quanto per invalicabili ragioni legate alla pendenza e all’inaccessibilità dei suoli. Valle d’Aosta, Liguria, Valtellina, ma anche Campania e Sicilia, solo per citare alcuni territori, sono i palcoscenici di questa viticoltura eroica. Negli ultimi anni sono nate, fortunatamente, numerose associazioni di tutela e promozione a favore di questo tipo di viticoltura.

Una tra le più famose, il Cervim (organismo internazionale di salvaguardia di queste realtà), protegge chiunque coltivi uva in condizioni di pendenza superiori al 30% e ad un’altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare. La miglior tutela che si possa garantire a queste piccole, ma spesso eccellenti realtà, dovrebbe provenire dagli stessi consumatori. Come? Non solo acquistando i vini che nascono in condizioni tanto difficili, ma cercando al tempo stesso di praticare forme di turismo in grado di garantire benessere agli stessi territori.

Anche per il cliente ci sarà un guadagno non indifferente, rappresentato da panorami e scenari paesaggistici mozzafiato e vini di assoluto valore. Gli esempi per fortuna si sprecano. Dalla bollicina Extra Brut prodotta dalla Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, passando per i vini a base Nebbiolo dell’azienda Ar.Pe.Pe, sino all’uvaggio di Fenile, Ginestra e Ripoli, cresciuti letteralmente attaccati alla roccia, che danno vita al Fiorduva Furore Bianco prodotto in costiera amalfitana da Marisa Cuomo.

 

I MIEI CONSIGLI

Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle Spumante Extra Brut
Annata: 2009
Prezzo: 14 €
Metodo classico composto al 100% da Priè Blanc. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. L’impatto olfattivo propone spiccate note di fiori bianchi, armonizzate da ricordi agrumati (pompelmo e lime). In bocca ad una sensazione minerale se ne accompagna una fruttata di mela renetta. Perlage di buona finezza. Da provare assolutamente non solo come aperitivo ma anche in abbinamento a un carpaccio di pesce.
Prodotto da Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, www.caveduvinblanc.com

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Ar.Pe.Pe Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse
Annata: 2001
Prezzo: 28 €
Da uve Nebbiolo cresciute nel comune di Sassella in provincia di Sondrio. Questo vino affina quattro anni in botti grandi realizzate in legno di castagno. Colore rosso granato. Il naso offre un bouquet aromatico ricco di note fruttate (prugna) e speziate (chiodo di garofano e macis). In bocca è elegante, asciutto, vellutato con sensazioni che ricordano le erbe aromatiche e il tabacco da pipa.

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Marisa Cuomo Fiorduva Furore Bianco
Annata: 2011
Prezzo: 38 €
Da uve autoctone che crescono arrampicate sulle pareti dei costoni nel cuore della costiera amalfitana. Color giallo dorato carico. Al naso offre ricordi di pera williams, frutto della passione e note di macchia mediterranea. In bocca l’attacco è sapido, fresco, con sensazioni che rimandano al bergamotto e alle erbe aromatiche. Finale speziato. Insuperabile con un coniglio arrosto; meglio ancora se cucinato all’ischitana.
Prodotto da Marisa Cuomo, www.marisacuomo.com

 

(Credits: Marco Milani)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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