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Vino e pesce: via dai luoghi comuni

Il pesce andrebbe mangiato nei mesi con la lettera erre. Almeno così si diceva un tempo. Se da un lato questo luogo comune non pare privo di significato, preferisco mangiare pesce proveniente da un mare freddo, forse è il caso …Leggi tutto

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Il pesce andrebbe mangiato nei mesi con la lettera erre. Almeno così si diceva un tempo. Se da un lato questo luogo comune non pare privo di significato, preferisco mangiare pesce proveniente da un mare freddo, forse è il caso di valutare l’attendibilità dei luoghi comuni relativi agli abbinamenti con la cucina di mare. Soltanto bianco o al massimo bollicina con il pesce? Non del tutto vero. Le evoluzioni in vigna e in cantina hanno generalmente portato i vini di oggi, anche quelli rossi, a essere più versatili, soprattutto in fase di abbinamento. Rimangono tuttavia necessari alcuni accorgimenti. Quali? Ad esempio quello di non servirli a temperature troppo basse, ma soprattutto cercare di abbinarli a preparazioni che prevedano l’utilizzo del pomodoro.Nel primo caso la scelta di una temperatura di servizio fresca ma non fredda, oltre a non pregiudicare il bouquet, ci aiuta a non rendere eccessivamente duri i tannini. Infine il pomodoro, utilizzato nella preparazione di una zuppa di pesce o di un pescato cucinato in guazzetto, irrinunciabile nei mesi estivi l’acqua pazza, favorirà l’abbinamento con un vino rosato o addirittura rosso. Qualche esempio? Partendo dall’insolito matrimonio tra un vino di montagna, anzi di vulcano, come il Contrada Rampante 2010 dell’azienda Passopisciaro (100% Nerello Mascalese), e una semplice fetta di tonno cucinata alla griglia. Di non minore soddisfazione un brodetto, se ne incontrano tantissime varianti lungo tutto il litorale Adriatico, accompagnato da un Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo come il Rosa-ae 2011 dell’azienda biologica Torre dei Beati. Con un rombo al forno magari se guarnito, in stagione, con qualche pomodorino, il suggerimento va al Teroldego Vigneti delle dolomiti Igt 2010 di Foradori; ricco di frutto e con una struttura in grado di supportare la succulenza del pesce.    

 

I MIEI CONSIGLI

Passopisciaro Contrada Rampante 2010

Nerello Mascalese in purezza normalmente fa rima con finezza. Anche questo vino non difetta certamente in rapporto a questa caratteristica. Colore da grande Borgogna. Naso con tratti di erbe aromatiche e frutto rosso. Bocca minerale, merito dei suoli vulcanici, ma anche tante sensazioni fruttate di marasca e agrumi.

www.passopisciaro.com

 

Torre dei Beati Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Rosa-ae 2011

Interessante prova dell’azienda di Loreto Aprutino (Pescara). Il Cerasuolo di Torre dei Beati esordisce con profumi invitanti di fragoline di bosco e lampone. Bocca agile -ricca di sensazioni sapide e fruttate- che invoglia la beva e non teme l’abbinamento. Si sposa in maniera gastronomicamente impeccabile con le zuppe di pesce, anche quelle leggermente piccanti.

www.torredeibeati.it

 

Foradori Teroldego Vigneti delle Dolomiti Igt 2010

Elisabetta Foradori è una delle grandi madri, definirla madrina sarebbe troppo riduttivo, del Teroldego Trentino. Questo suo vino esprime totalmente i canoni aromatici del vitigno. Originale e al tempo stesso tipico, al naso esordisce con sensazioni di chinotto, frutti rossi e frutti di bosco. Bocca elegante, morbida e matura. Tannino levigato ma presente.

www.elisabettaforadori.com

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