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Vini rosati al Castello Aragonese di Otranto

Le quote rosa – pardon rosate – dei vini italiani hanno vissuto durante lo scorso week end un momento di riflessione, ma anche di assaggio, presso il castello Aragonese di Otranto in occasione di un concorso enologico nazionale organizzato dalla …Leggi tutto

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Le quote rosa – pardon rosate – dei vini italiani hanno vissuto durante lo scorso week end un momento di riflessione, ma anche di assaggio, presso il castello Aragonese di Otranto in occasione di un concorso enologico nazionale organizzato dalla regione Puglia. La competizione ha messo in risalto i diversi vitigni italiani declinati in versione rosata. Il giudizio su chi vestirà ‘la maglia rosa’ di questa categoria enologica è stato affidato ad una giuria di esperti, anche se va da sé che ciò che andrebbe realmente premiato sarebbe, il condizionale per ora è d’obbligo, il tanto aspirato incremento numerico che questa categoria enologica merita per il grande livello qualitativo raggiunto negli ultimi anni; ma non solo.

La versatilità dei rosati li eleva a grandi vini in senso assoluto, non solo perché possono venire consumati anche a temperature di servizio più fresche senza rischiare di vedere compromesso il proprio patrimonio aromatico, ma anche per il grande merito di riuscire a valorizzare spesso vitigni autoctoni che altrimenti non sarebbero in grado di sedere, con successo, alla tavola delle eccellenze enogastronomiche italiane.

Qualche consiglio? Un binomio riuscito è quello che associa il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Piè delle Vigne 2010 di Cataldi Madonna con una trippa cucinata in umido, magari con l’aggiunta di un po’ di salsa di pomodoro e completata con una spolverata di formaggio; sia esso Parmigiano Reggiano o Pecorino. Un altro abbinamento convincente è quello che avvicina il Corderosa 2011 dell’azienda Le Vigne di San Pietro con una cotoletta alla milanese. Poco importa se siamo di fronte ad una costoletta fritta nel burro o ad una più leggera variante, chiamata ‘orecchia d’elefante’, dorata meticolosamente in olio extravergine di oliva. La Corvina rosata prodotta da Carlo Nerozzi (titolare dell’azienda Le Vigne di San Pietro) è in grado di abbinarsi ad entrambe le preparazioni, in virtù di buone doti fruttate, accompagnate da una vena acida che aiuterà a sgrassare la frittura.

 

I MIEI CONSIGLI (E I MIEI VOTI)

 

Cataldi Madonna Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Piè delle Vigne 2010

89/100 al vino, 93/100 al vino in abbinamento

Il colore rosato si ottiene da una vinificazione in bianco (85%) e in rosso (rimanente 15%) di Montepulciano d’Abruzzo. Profumi eleganti di frutti rossi, melograno e mandorla sbucciata. Bocca elegante, ricca di sensazioni fruttate che ne slanciano il profilo.

www.cataldimadonna.com

 

Le Vigne di San Pietro Corderosa Igt 2011

85/100 al vino, 95/100 al vino in abbinamento

Dal vitigno del veronese per eccellenza (Corvina), un vino leggero ma che al tempo stesso non rinuncia al proprio spessore gustativo. Il colore rosato si ottiene facendo macerare gli acini per 24 ore. L’affinamento è realizzato in acciaio. Il vino è fragrante con note spiccate di visciola e rosa.

www.levignedisanpietro.it

 

 

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