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Mortadella e Champagne

L’abbinamento perfetto forse non esiste, ma di certo esiste quello ideale. Alcune regole? Giocare sui contrasti, come nel caso di un fritto di pesce con un vino dalla tendenza acida in grado di rinfrescarci il palato, oppure sulle affinità, come …Leggi tutto

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L’abbinamento perfetto forse non esiste, ma di certo esiste quello ideale. Alcune regole? Giocare sui contrasti, come nel caso di un fritto di pesce con un vino dalla tendenza acida in grado di rinfrescarci il palato, oppure sulle affinità, come accade per il matrimonio che lega bollicina a base Moscato e panettone.

Fatte salve queste regole generali, non dobbiamo mai dimenticare che la più grande unità di misura per giudicare la riuscita di un abbinamento è il gusto. Un’unione che riesce a sposare un vino e una preparazione, magari anche realizzata grazie ad un solo ingrediente. La semplicità in questo caso può essere una linea guida da seguire senza timore.

Mortadella e Champagne è un abbinamento ormai consolidato. Su cosa si basa? Sul piacere ancor prima che sulla tecnica. Un matrimonio d’interessi tra il ricco champagne e la povera mortadella? Non scherziamo, perché se lo champagne vanta quarti di nobiltà, la mortadella ha dalla sua l’erotismo del gusto. A cubetti o in fette sottilissime, la mortadella ci conquista grazie ad un patrimonio fatto di profumi di noce moscata e pepe, che vengono completati dalla morbidezza scioglievole e un po’ languida di un salume che, da emiliano, è diventato sempre più nazionale se non addirittura internazionale.

Perché lo champagne? Perché ci pulisce il palato con l’acidità, ma al tempo stesso lo sostiene con la sua impronta vinosa. Qualche esempio? Dom Pérignon 2002 e Mortadella Pasquini e Brusiani per un matrimonio speziato, Bollinger Grande Année 2002 e Mortadella Favola del salumificio Palmieri per chi ama la succulenza della carne di maiale abbinata ad un vino di spessore. Per gli autarchici da non perdere assolutamente il duo la mortadella Due Torri del Salumificio Alcisa e spumante Giulio Ferrari riserva del fondatore 2001; per un grande matrimonio senza rischi di divorzio!

 

I MIEI CONSIGLI

 

Dom Pérignon
Annata: 2002
Prezzo: 150€
Uvaggio quasi paritetico tra Chardonnay e Pinot Nero. Colore giallo paglierino con riflessi verdi. Naso molto rifinito che accanto alle sensazioni agrumate di pompelmo, bergamotto e lime, propone nuances di nocciola e caffè. Bocca slanciata che costruisce la sua architettura solidissima sull’agrume, sull’ananas e su di una grande mineralità. Ottima persistenza.
Distribuito da Moet Hennessy Italia

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Bollinger Grande Année
Annata: 2002
Prezzo: 130€
Uvaggio fondato sulle migliori vigne di Pinot Nero, per altro declinate da una grande annata come la 2002. Colore giallo paglierino intenso ed impatto olfattivo nitido, in cui si manifestano sensazioni di agrumi, burro di cacao e spezie dolci. La bocca, potente ma mai eccessiva, si muove su un registro fruttato che ricorda il mandarino, salvo poi far emergere note di curry e cardamomo. Finale minerale di grande persistenza.
Distribuito da Meregalli

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Ferrari Riserva del fondatore Giulio Ferrari
Annata: 2001
Prezzo: 65€
Colore paglierino intenso con sfumature dorate. Il naso esordisce con sensazioni di mela golden, frutta esotiche e lievi note di pasticceria. Il soros è strutturato e al tempo steso fresco ricco di note che ricordano ancora la mele le spezie dolci e il miele di cardo. Bollicina rigogliosa e invitante.
Prodotto da Cantine Ferrari
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Salumificio Pasquini e Brusiani
Salumificio Palmieri
Salumificio Alcisa

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