Sono un vigliacco

Sono un vigliacco. Un padre vigliacco scosso nel profondo del suo animo. Seduto sul divano di casa, mi sono bastati 2 fotogrammi del terribile video del bambino portato via da una scuola di Padova per cambiare canale, sentirmi triste, impaurito, …Leggi tutto

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Sono un vigliacco. Un padre vigliacco scosso nel profondo del suo animo. Seduto sul divano di casa, mi sono bastati 2 fotogrammi del terribile video del bambino portato via da una scuola di Padova per cambiare canale, sentirmi triste, impaurito, arrabbiato.

Io avevo appena messo a letto Marco e Giovanni che dormivano tranquilli, ero seduto accanto alla loro madre con cui, grazie a Dio, vivo un rapporto bello, sereno ed appagante; nel frattempo, sullo schermo passavano le immagini di un dramma che segnerà per sempre la vita di un bambino. Non mi è stato possibile evitare di chiedermi perché.

Perché un padre e una madre possono arrivare a questo, facendo di loro figlio l’oggetto di una contesa inaudita? Perché un agente di polizia deve (e sottolineo deve, non vuole) comportarsi in quella maniera? Perché un rappresentante delle Istituzioni si rivolge con tanta arroganza a una zia che cerca di opporsi ad un’azione così violenta? Perché?

Non ho una risposta, e forse non esiste nemmeno. Inchieste interne, trasmissioni televisive, articoli di approfondimento sui giornali non potranno trovarla. Quello di cui sono certo è che ieri ho capito quanto sono fortunato io, quanto sono fortunati i miei figli e quanto poco basta per trasformare una vita normale in un incubo. Ora spero soltanto che il clamore, giusto per l’eccesso del modo, non si trasformi in morbosità e che Leonardo torni, un giorno, ad essere un bambino anonimo che vive un’anonima e fantastica serenità.

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