Mi mancano quei bastardi

Della vacuità della libertà ritrovata E dunque, dopo due anni di corsa pazza e senza respiro, mi ritrovo con la prospettiva di passare tutto il mese di luglio libero come un fringuello. Finalmente, direte. Senza figli, con la compagna …Leggi tutto

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Della vacuità della libertà ritrovata

 

E dunque, dopo due anni di corsa pazza e senza respiro, mi ritrovo con la prospettiva di passare tutto il mese di luglio libero come un fringuello. Finalmente, direte. Senza figli, con la compagna lontana per incombenze professionali, limitato solo dagli obblighi quotidiani che impone una schiavitù salariata alla quale, da anni, ho fatto il callo. Quello che però era un momento agognato, assaporato, un sottile brivido di libertà ritrovata che già pregustavo, lontano da pappe, urla e messe a nanna, si sta  rivelando in questi giorni, niente più che un vuoto che non so bene come colmare. E che non mi costa meno fatica esistenziale del prevedibile fracasso familiare.

Ma che cosa diavolo sta succedendo? Perché questo horror vacui? Perché uno, quando non può, immagina e, appena può, si ritrova a pensare che in fondo era quasi meglio prima? Perché non sforzarsi, anziché perdersi in domande inutili, a  recuperare quelle lunghe ore di sonno scippate da quell’ingrata della secondogenita? Perché non buttarsi in qualche mischia notturna?

Sarò fatto male io, non dubito, ma a queste domande tutto sommato banali, non c’è nessuno che mi dia una risposta convincente, che non sia la riproposizione, dopo il lavoro, di una ritualità  fatta di aperitivi e chiacchiere che evidentemente, senza saperlo, mi era venuta a noia. Qualcuno lo definirà amore paterno.

 

Qualche prete senza tonaca applaudirà a questa involontaria dichiarazione d’amore. Qualcun altro, stancamente, riproporrà la vecchia storia della bottiglia mezza piena e mezza vuota. Io, che non sono né prete né spretato, e ho uno sguardo insieme romantico e duro sulle cose del mondo, farò quello che mi suggeriscono le nonne: prepararsi, fin d’ora, a raggiungere i figli in montagna durante il week end. Olè. La famiglia prima di tutto. Come vogliono i preti e, forse, anche i saggi. Amen.

Stanze di vita quotidiana

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