La festa di compleanno

Io e mia moglie siamo sempre stati fermamente convinti del fatto che nulla fosse paragonabile a una festa fatta in casa per il compleanno di nostri figli. E quando dico “fatta in casa” intendo che si svolge fisicamente all’interno delle …Leggi tutto

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Io e mia moglie siamo sempre stati fermamente convinti del fatto che nulla fosse paragonabile a una festa fatta in casa per il compleanno di nostri figli. E quando dico “fatta in casa” intendo che si svolge fisicamente all’interno delle quattro mura in cui abitiamo.

Abbiamo capito che non era la regola quando, all’atto della consegna degli inviti ai compagni di classe della materna che frequentava Marco, i genitori sbiancavano nel vedere che l’indirizzo indicato non era quello di una ludoteca o di una sala giochi, ma quello del nostro palazzo.

Più d’uno, in primis i nostri stessi genitori, scoprendo che l’allegro festeggiamento non si sarebbe nemmeno svolto in una sala condominiale ma avremmo dato libero accesso al parquet di sala a decine di nanetti iperattivi di età compresa fra gli 1 e i 4 anni, ha gridato allo scandalo e ritenuto che avessimo assoluta necessità di un Trattamento Sanitario Obbligatorio; considerate poi che la festa dei 4 anni di Marco si è svolta a pochi giorni dalla nascita di Giovanni e avrete un quadro completo del nostro credo in materia di feste.

Lo scorso anno, però, siamo stati costretti ad agire diversamente. Era l’ultimo anno di materna per il nostro bimbo e, avendo stretto una forte amicizia con tutti i suoi compagni, si trattava anche dell’occasione con cui salutarli prima che ciascuno di loro spiccasse il volo verso la scuola elementare. Abbiamo provato a far capire a Marco che, non abitando a Versailles, non avremmo potuto invitare tutti i bambini, ma vinti dal suo sguardo che non voleva rinunciare a nessuno degli amici e, in fondo, ritenendo non fosse giusto lo facesse, cedemmo all’organizzazione di un festeggiamento fuori casa. E cominciò l’inferno.

Non avete idea (o forse sì se siete genitori) del business che gira attorno al mondo delle feste per l’infanzia. Ci si può affidare ad un’agenzia che ti organizza tutto o scegliere di fare da soli; noi chiaramente preferimmo la seconda ipotesi.

Se scegliere il posto fu relativamente semplice ed economico, il delirio arrivò quando ebbi la brillante idea di promettere a Marco che alla festa ci sarebbe stato un gonfiabile su cui saltare. Passai tre giorni a cercare su Internet offerte e prezzi. Dopo aver persino vagliato l’ipotesi di noleggiare un gonfiabile a Rimini e trasportarlo a Milano, riuscii finalmente a trovare un negozio che trattasse gonfiabili da interno (non fate gli spiritosi, non lo sapevate nemmeno voi che fossero diversi da quelli che si trovano nei parchi!!).

Dopo infinite misurazioni per capire se il castelletto che avrebbe allietato la nostra festa avrebbe sfiorato pericolosamente il soffitto e piani ingegneristici degni dell’edificazione del ponte sullo stretto per definire il punto meno pericoloso in cui piazzare il motore che ne avrebbe garantito il gonfiaggio, arrivò il giorno del compleanno.

Il rivenditore si era preoccupato di precisare che, vista l’età e il peso presunto dei bambini, dovevamo fare attenzione a che non ne salissero in contemporanea più di quattro. A 30 secondi dall’inizio della festa saltellavano allegramente sul gonfiabile diciotto bambini in contemporanea. E io non respiravo più, già immaginandomi costretto a ripagare il gonfiabile squarciato dal peso dei nanetti salterini.

Mentre ansimavo guardando da lontano quello che ero certo sarebbe stato la causa di un mio prossimo attacco d’ulcera, sentii arrivare con la velocità di un proiettile due di quei nanerottoli saltanti; nello specifico i miei che più o meno all’unisono ci dissero: “Mamma, papà, è la festa più bella del mondo! Grazie”. Il gonfiabile resistette, io e mia moglie eravamo felici e quella sera capimmo che anche una festa fuori casa può non essere così male.

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