Francesco Facchinetti: quest’anno mi tocca vestirmi da Babbo Natale!

di Marino Petrelli “Amo la vita a 360 gradi e ai giovani dico: non abbattetevi, uscite dalle vostre barriere, siate sempre propositivi, incontratevi, fate gruppo. Solo così si può battere questa maledetta crisi che c’è in giro. È un pensiero …Leggi tutto

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MILAN, ITALY - OCTOBER 27: Francesco Facchinetti attends Campari 2012 Calendar Launch at the Campari Headquarters on October 27, 2011 in Milan, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images for Campari)

di Marino Petrelli

“Amo la vita a 360 gradi e ai giovani dico: non abbattetevi, uscite dalle vostre barriere, siate sempre propositivi, incontratevi, fate gruppo. Solo così si può battere questa maledetta crisi che c’è in giro. È un pensiero per il Natale, ma anche un buon proposito per il nuovo anno”. Parole di uno dei personaggi più amati dai giovani, Francesco Facchinetti, Dj Francesco, “disc jockey non nel senso stretto del termine, ma inteso come un amplificatore: prendo dal mondo, lo mescolo e lo ripropongo con nuove idee”.

Una bella dose di positività

Io voglio vivere la mia vita in pieno, mi piacciono le emozioni. Stiamo vivendo un periodo molto difficile, ma è inutile fare le vittime. La risposta la possiamo trovare solo dentro di noi giovani che viviamo questa era tecnologica, sempre in rete, con problemi nettamente diversi rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto. Ognuno di noi deve cercare di sviluppare idee positive, liberare la creatività, far girare il mondo. Usciamo dalla rete, frequentiamoci, facciamo gruppo. E soprattutto facciamo valere il nostro talento: ognuno di noi lo ha, che lo tiri fuori perbacco (il termine che usa è un po’ più colorito…)

Queste parole sono un bel messaggio. Sono gli insegnamenti che vuoi dare anche a tua figlia?

Io dico sempre che non dobbiamo delegare e trovare in noi le strade giuste, altrimenti si cade in depressione che è un male molto frequente tra i giovani di oggi. Abbiate il coraggio di cambiare, create sinergie, non abbattetevi. A mia figlia, che è ancora piccola, vorrei far capire questo quando crescerà. Cercherò di educarla senza mettermi davanti a lei, stando dietro le quinte senza essere invasivo, ma ricordandole che io ci sono e ci sarò sempre

Quello che darai a tua figlia lo hai ereditato dalla tua famiglia. Quanto ha contato e cosa significa soprattutto a Natale?

I miei genitori hanno educato con gesti semplici, ma efficaci ed essendo molto legato a loro ho recepito e agito come mi hanno suggerito. A mia figlia voglio insegnare ad arrivare con gioia a ottenere dei risultati concreti. Il Natale è un momento importante per stare insieme, per fare famiglia, per ritrovarsi nelle tradizioni più vere. È chiaro che la nascita della mia bambina ha cambiato molte cose e sono costretto a “lavorare” anche il 25 dicembre: devo addobbare la casa, devo vestirmi da Babbo Natale, devo far trovare i regali. Però, non mi butto dal camino, sono un Babbo Natale più comodo.

Natale è famiglia. Anche ricordo di come era alla tua infanzia

Natale è serenità e voglia di stare a casa. Almeno per due giorni mi fermo e non penso a nulla. I natali dell’infanzia mi ricordano i miei cugini, i nonni, il mercante in fiera che si giocava tutti insieme. E poi la neve, che dalle mie parti abbonda anche adesso. Un Natale che ricordo con grande piacere, se non sbaglio ai primi degli anni ’90, fu quello in cui anziché passarlo in casa, sono andato con mia mamma in giro per Milano insieme a Fratel Ettore (un religioso conosciuto in tutto il mondo come grande benefattore e di cui è già stata avviata la causa di beatificazione, nda), a dire il rosario in Duomo, a dare ristoro ai più bisognosi, a conoscere la vera povertà. Mi sentivo di farlo, suggerisco a tutti un’esperienza del genere. Forse dovrei rifarlo, impegni permettendo. Questa è la vera essenza del Natale

E quest’anno il Natale è ancora più bello perché si è conclusa positivamente la vicenda della stalker che ti ha perseguitato per molto tempo. Quello che mi ha colpito è che tu non hai denunciato per parecchio la vicenda. C’è quindi ancora paura nel denunciare questi fatti e cosa ti senti di dire a tutte le persone che sono vittime?

Più che paura la domanda che mi sono posto è stata: se io amplifico la vicenda che succede? Tu stalker cerchi soltanto notorietà e io non voglio dartela. Poi, però, la vicenda è peggiorata e la situazione è sfuggita di mano. Quando hai una famiglia, una compagna, una figlia e vedi che anche loro potrebbero essere oggetto di minacce o violenze, allora cambia tutto. A quel punto ho deciso che era arrivato il momento di denunciare. Dopo l’accaduto, ho ricevuto tantissime mail di donne che non se la sentono di denunciare, perchè la vicenda avviene in ambito familiare oppure perchè è il capo che impone di stare zitta, ma io voglio dare loro un messaggio. E’ difficile uscire allo scoperto, ma la vita è una sola, e va vissuta. Non abbiate paura di andare anche contro la vostra natura, abbiate coraggio e chiedete aiuto. Poi, la legge deve fare il suo corso il prima possibile e, se si può, tutelare le vittime in qualsiasi modo.

 Speranza, positività, gruppo. Saranno i tratti distintivi per te anche del prossimo anno?

Anche il 2013 sarà per me ricco di lavoro tra radio, tv e altri progetti. Io mi sento un po’ uno scopritore di talenti e voglio continuare a farlo. Ma dico ai giovani: uscite dal letargo, fatevi notare e siate creativi. Non siate pigri, vivete la vita e il mondo al meglio delle vostre possibilità. Usate la rete in maniera intelligente e non fossilizzatevi: sono convinto che le cose miglioreranno

 

 

 

 

 

 

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