Dan Peterson: a otto anni, per Natale, la mia prima bicicletta

di Marino Petrelli “C’era sempre neve a Chicago dove vivevo, ma era bello stare tutti insieme. Ricordo quando avevo otto anni, mi regalarono la mia prima bicicletta. Era della misura giusta per me, ma c’era il ghiaccio e dovetti aspettare …Leggi tutto

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L'allenatore dell'Armani Jean Dan Peterson entra in campo oggi al Forum di Assago prima dell'inizio della partita contro il Caserta, mercoledi' 5 gennaio 2011. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO


di Marino Petrelli

“C’era sempre neve a Chicago dove vivevo, ma era bello stare tutti insieme. Ricordo quando avevo otto anni, mi regalarono la mia prima bicicletta. Era della misura giusta per me, ma c’era il ghiaccio e dovetti aspettare la primavera per usarla per la prima volta. Non sapevo andarci, imparai in fretta”.

Dan Peterson, allenatore di basket pluriscudettato con Bologna e Milano, ricorda volentieri i suoi Natali americani. Da qualche anno Peterson è anche uno dei telecronisti sportivi più simpatici e amati dal pubblico. Famoso è il suo “mamma butta la pasta” quando una partita volge al termine e una squadra è in netto vantaggio sull’altra. Ma anche il suo accento caratteristico, che “in quaranta anni nel nostro paese non è mai diventato né troppo italiano, né troppo legato allo slang americano”, ci racconta Peterson dallo studio di casa sua dove risponde al telefono a tutti quelli che lo chiamano.

Quaranta anni in Italia. Come è cambiato il basket nostrano?

Si è passati dal puro dilettantismo al professionismo, con tutti gli annessi e connessi, pregi e difetti che questa situazione ha comportato. Oggi il basket è più industriale e meno aziendale, c’è un business dietro molto importante e i giocatori non sono più una grande famiglia e un grande gruppo come ai miei tempi.

Già, i suoi tempi. Tempi d’oro. 6 scudetti, una coppa dei Campioni, una coppa Korac vinte…

Ehi, qui andiamo troppo indietro nel tempo ok? Tempi memorabili, ma siamo nel 2012, la vita è il futuro (parte una risata convinta…).

Allora parliamo del futuro. Come trascorrerà questo natale e cosa prevede per il 2013?

Starò qui a casa a Milano a ricaricare le pile. Con qualche amico e per qualche giorno lontano dai campi di gioco e dalle dirette televisive. In passato mi è capitato di andare a Miami per qualche giorno di vacanza, ma ora no, gli impegni televisivi e altro me lo impediscono e quindi me ne sto qui, in assoluto relax. E il 2013 sarà un anno positivo, usciremo dalla crisi. Io ci credo in questo!

 

 

-       Chi vince il campionato italiano? E l’Eurolega?

“In Italia dico una tra Milano, Siena, Cantù. In Europa, mi piace molto il Barcellona, ancora imbattuto, e il Cska Mosca allenato ottimamente da Ettore Messina. Le altre mi sembrano un po’ indietro. Le sorprese sono dietro l’angolo, seguitemi nelle mie telecronache e lo scoprirete eh eh”.

 

-       Siamo a Natale. Vale ancora il “mamma butta la pasta”?

“Facciamo una variante: mamma, affetta la torta. E tanti auguri a tutti”.

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