Svalutazioni

Leggevo sul giornale di ieri un trafiletto sulla preoccupante svalutazione del rublo, dovuta – stando all’articolo – alla perdita di fiducia nella Russia da parte degli investitori internazionali e alla conseguente fuga di capitali. In particolare era citato il caso …Leggi tutto

Leggevo sul giornale di ieri un trafiletto sulla preoccupante svalutazione del rublo, dovuta – stando all’articolo – alla perdita di fiducia nella Russia da parte degli investitori internazionali e alla conseguente fuga di capitali. In particolare era citato il caso della British Petroleum, decisa a uscire da Tnk, la joint venture controllata a metà con dei soci russi (per la verità, documentandosi un po’ sembrerebbe che la pretesa fuga dalla Russia, dove BP realizza profitti notevolissimi, sia in realtà la decisione di accettare una colossale offerta proveniente da un gigante del settore; ma forse non è questo il punto). Si diceva perciò in conclusione del trafiletto che gli osservatori guardavano con attenzione a questa vicenda, dando già per scontata l’entrata in gioco di “oligarchi vicini a Putin”; il che, ovviamente, avrebbe ancor più aggravato il clima di sfiducia che già grava sul paese.

Mi è venuto spontaneo pensare al Putin della nostra gioventù, quello che nazionalizzava il nazionalizzabile e gli oligarchi li spediva in galera (Chodorkovskij), in esilio (Berezovskij) o a governare la Čukotka (Abramovič): e adesso quello stesso Putin era accusato, come uno Jeltsin qualsiasi, di favorire altri oligarchi, a spese della Russia e della sua credibilità… È proprio vero, ho pensato mentre chiudevo le pagine di attualità e mi dedicavo al Sudoku, che gli anni passano per tutti e che il potere ti cambia; ed è verissimo che di questi tempi è quasi impossibile trovarsi un idolo su cui prima o poi i giornali occidentali non abbiano a disilluderti.

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