Quando tornerai a me

E Aleksej Samojlovič mi ascolta, mezzo morto che sono, e mi dice: «Il tuo non è che un estenuante inganno, la storia della vita non è che una storia di indomabile violenza, eterna e indistruttibile, che si trasforma ma non …Leggi tutto

E Aleksej Samojlovič mi ascolta, mezzo morto che sono, e mi dice:
«Il tuo non è che un estenuante inganno, la storia della vita non è che una storia di indomabile violenza, eterna e indistruttibile, che si trasforma ma non scompare né diminuisce. Persino la parola STORIA è un’invenzione degli uomini: la storia non esiste, la storia è pestare acqua nel mortaio, l’uomo non evolve dall’infimo al superno, l’uomo è immobile, come un blocco di granito; la sua bontà, la sua intelligenza, la sua libertà sono stazionarie: l’umano non si accresce nell’uomo. Che razza di storia è mai quella dell’uomo, se la sua bontà non può crescere?».

E sai, ho sentito allora che non può esservi nulla di più gravoso di quei momenti. Stavo là, disteso sul pancaccio, e pensavo: Dio mio, cos’è mai questo, proprio da un uomo intelligente mi viene questo dolore insopportabile; sai: una condanna a morte, ecco… Neanche di respirare sopportavo. Avevo un solo desiderio: non vedere, non udire, non respirare: morire. Ma il sollievo mi venne da tutt’altra parte: mi trascinarono di nuovo all’interrogatorio, neanche di tirare il fiato mi concessero. E questo mi diede sollievo. E io credo che la libertà sia ineluttabile. Al diavolo l’uccello-troika, che vola, romba e firma sentenze. La libertà sarà tutt’uno con la Russia!

Ma tu non mi senti! Quando, quando tornerai a me dall’ospedale?

 

In un giorno d’inverno Ivan Grigor’evič accompagnò Anna Sergeevna al cimitero. Non gli fu dato di spartire con lei tutto quel che gli era tornato alla memoria, che aveva meditato, scritto durante i mesi della malattia.

Portò al paese la roba della defunta, trascorse la giornata con Alëša, e se ne tornò di nuovo a lavorare nell’artel’.

 

Vasilj Grossman, “Tutto scorre”.

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