Evidenze della bontà divina sulle colline romagnole

Adesso che è morto Dante Alighieri – lui era ben a conoscenza del fatto – siamo rimasti in pochi a sapere che l’entrata dell’inferno è a Tredozio, in provincia di Forlì-Cesena. Ovviamente Dante Alighieri è morto da un po’, ma …Leggi tutto

Adesso che è morto Dante Alighieri – lui era ben a conoscenza del fatto – siamo rimasti in pochi a sapere che l’entrata dell’inferno è a Tredozio, in provincia di Forlì-Cesena.

Ovviamente Dante Alighieri è morto da un po’, ma come incipit era più bello così.

Tredozio è un piccolo centro della Romagna già Toscana; il posto è panoramico e il paese ha qualcosa di un presepio, con le case di pietra e il torrente che lo attraversa. Si trova a una certa distanza dal capoluogo provinciale, Forlì, e soprattutto è lontano da qualsiasi strada di scorrimento o di passaggio casuale; di fatto, uno arriva a Tredozio solo se vuole fortemente andarci. Non c’è possibilità di lasciar andare il volante, un giorno che si è un po’ pensierosi, e ritrovarsi poi d’incanto a Tredozio. No: non c’è inconsapevolezza possibile in tale direzione.

Mi pare che la scelta di un posto simile per ospitare l’entrata dell’inferno sia dunque perfettamente in linea con la dottrina cattolica e, più in generale, con una sana fiducia nell’essere umano. D’altra parte, non ho scritto questo breve pezzo per boicottare in alcun modo il turismo verso Tredozio; io ci sono stato e ci tornerò, il posto è bello e vale la pena visitarlo. Anche l’entrata dell’inferno, che è un po’ fuori paese, va vista: quello che vi chiedo è soltanto di stare attenti a non sporgervi e non caderci dentro, ma sono un veteroumanista e mi fido in toto della vostra responsabilità.

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