Creatività e innovazione per un lavoro di qualità

Non è la quantità, ma è la qualità del lavoro che fa la differenza e crea valore per aziende e Nazioni. Una ricerca Ocse del 2013 ci ricorda che: • Nei Paesi più ricchi si lavora di meno. In Europa, …Leggi tutto

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Non è la quantità, ma è la qualità del lavoro che fa la differenza e crea valore per aziende e Nazioni. Una ricerca Ocse del 2013 ci ricorda che:

• Nei Paesi più ricchi si lavora di meno. In Europa, per minor numero di ore lavorate a persona all’anno, dopo l’Olanda (1381) ci sono Germania (1.397), Norvegia (1.419) e Francia (1.479), mentre in Italia si lavora 1.732 ore

• Il valore di un’ora lavorata, in termini di apporto alla ricchezza nazionale, è maggiore nei Paesi dove si lavora di meno: in Norvegia, che ha il primato fra i paesi dell’OCSE, un’ora di lavoro contribuisce al Pil per 83 dollari, in Francia per 55,7, in Germania per 55,8, mentre in Italia solo per 45,6

Sembra che gli italiani sprechino il loro tempo (quante pause caffè e quante ore inutili, per “farsi vedere” dal capo?), perdendo l’opportunità di fare altro, che li renderebbe più creativi.

I dati ci descrivono impegnati in attività “time consuming”, che generano poco valore aggiunto: il contrario di ciò che potremmo fare se valorizzassimo il talento, che abbonda nel nostro Paese. Ma come farlo?

Favorendo la meritocrazia e puntando forte su creatività ed innovazione.

La prima permette ai migliori di guidare le aziende, rendendole più competitive, migliora il “valore per addetto” ed incrementa la marginalità aziendale.

Le seconde consentono di ribaltare le regole dei mercati, ci rendono più produttivi a parità di numero di ore lavorate, creano le premesse per una crescita continuativa fondata sulla capacità di creare prodotti e servizi di cui nessuno potrà fare a meno.

Creatività e innovazione, doti rare nel mondo e di cui gli italiani sono ricchi, dal Rinascimento in poi, da rimettere al centro del processo di crescita culturale ed economica delle nostre aziende e del nostro Paese, con percorsi formativi e meritocratici dedicati.

E’ possibile nutrire l’innovazione con corsi sulla creatività individuale, che ne costituisce la necessaria premessa. Come ci ricorda Edward De Bono, la creatività è come un muscolo: si può allenare, rafforzare, rendere più flessibile ed orientare a risultati concreti.

Ma non è sufficiente: occorre premiare chi propone e realizza idee nuove, con percorsi di carriera più veloci, dedicati, che superino la gerarchia esistente, utilizzando una forza dirompente proporzionale all’effetto che quelle idee produrranno sui conti aziendali.

Come scrisse Einstein, la creatività è molto più importante della conoscenza, perché non ha limiti! Ed allora, perché non allenarla e premiarla?

 

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