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Silenti e impietriti

Qualche giono fa Piergiorgio Odifreddi ha scritto un post sul suo blog per “Repubblica.it” nel quale ha raccontato di una vicenda che non avrebbe sfigurato in mezzo agli apologhi di Voltaire. Per chi non avesse voglia di andarsi a leggere …Leggi tutto

Qualche giono fa Piergiorgio Odifreddi ha scritto un post sul suo blog per “Repubblica.it” nel quale ha raccontato di una vicenda che non avrebbe sfigurato in mezzo agli apologhi di Voltaire.

Per chi non avesse voglia di andarsi a leggere la versione originale, la riassumo: al termine della conferenza di Edoardo Boncinelli, genetista e docente universitario, in occasione del “Festival della Scienza” di Genova cui Odifreddi ha assistito, il relatore ha chiesto al pubblico se vi fossero domande. Un signore s’è alzato e ha posto una domanda sul tema del karma e della vita eterna. Boncinelli ha risposto laconicamente che “vita eterna”, dal punto di vista biologico, è un ossimoro.

Stando al racconto di Odifreddi, non appena terminato il botta e risposta l’autore della domanda è stramazzato al suolo. A nulla sono valsi i soccorsi: è morto, lasciando comprensibilmente tutto l’auditorio “silente e impietrito”.

Odifreddi ne trae la seguente morale:

«Molti avranno rilevato una strana sincronicità degli eventi, che purtroppo però non facevano che confermare il non senso del nostro “vivere, che è un correre alla morte”, anche per coloro che insistono a illudersi del contrario.»

Lo stesso blog in cui questa vicenda – che Odifreddi vorrebbe edificante pro domo sua - si intitola “Il non-senso della vita”.

Io rileverei, forse più modestamente, che quel rimanere “silenti e impietriti” di fronte all’evidente incombere e accadere della morte è, al contrario, proprio l’origine di ogni religiosità.

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