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Il gentile gentile

Sulla scoperta del bosone di Higgs se ne sono ormai dette tante e molte a sproposito, com’era forse inevitabile su una questione di tale complessità. Non sia mai che manchi il mio imprescindibile apporto al dibattito: di tutto quel che …Leggi tutto

Sulla scoperta del bosone di Higgs se ne sono ormai dette tante e molte a sproposito, com’era forse inevitabile su una questione di tale complessità. Non sia mai che manchi il mio imprescindibile apporto al dibattito: di tutto quel che s’è detto mi hanno colpito tre cose.

La prima è la serie dei calembour che ne sono derivati, il migliore dei quali, a mio insindacabile giudizio, è quello sul borsone di Giggs.

La seconda è la reazione di Margherita Hack che ha finito col dire che il bosone di Higgs non è “la particella di Dio”, ma Dio stesso. Su questo, magari, ritornerò.

La terza puzza di leggenda metropolitana lontano un chilometro, ma mi è piaciuta assai: dicono che Higgs, ateo, sia da sempre dispiaciuto del soprannome col quale la particella, la cui esistenza teorizzò nel 1964 e che solo ieri è stata sperimentalmente confermata, è da anni designata. Quel che mi piace è il motivo, ovvero il timore che le persone religiose potessero sentirsi in qualche modo offese.

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