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Gente seria

A proposito di ciò di cui discutevo in questo post di qualche tempo fa, oggi avevo due ore nella mia terza liceo scientifico, ovvero una classe presa da me quest’anno (insegno filosofia e storia agli studenti del triennio), e m’è …Leggi tutto

A proposito di ciò di cui discutevo in questo post di qualche tempo fa, oggi avevo due ore nella mia terza liceo scientifico, ovvero una classe presa da me quest’anno (insegno filosofia e storia agli studenti del triennio), e m’è capitato quanto segue.

Prima ora, filosofia. Si parla dei sofisti, lezione introduttiva. Menziono Protagora e arrivo alla sua celebre massima sugli dei: “Intorno agli dei non ho alcuna possibilità di sapere né che sono né che non sono. Molti sono gli ostacoli che impediscono di sapere, sia l’oscurità dell’argomento sia la brevità della vita umana”. Mi appresto a spiegare la differenza tra ateismo e agnosticismo e, retoricamente, chiedo ai pischelli sedicenni se qualcuno sappia come definire la posizione di Protagora. Sorprendendomi, mi rispondono. Mai capitato prima in vent’anni di insegnamento. E non mi risponde uno studente isolato, il ragazzo più sveglio o più secchione o più seguito. Mi rispondono quasi in coro cinque o sei studenti, e tutti gli altri annuiscono o mi mostrano la faccia di chi sa. Chiedo come conoscano i termini in questione e la loro differenza. La risposa, ancora una volta corale, è: “Ne abbiamo parlato col professor L*”. Il professor L* è il mio collega che insegna Religione.

Seconda ora, storia. Guerra dei Cent’anni. Spiego la rava e la fava della questione dinastica concausa del conflitto. Racconto che, per la legge salica – seguita dalla monarchia francese – è ammessa solo la successione per linea maschile, mentre per Edoardo III d’Inghilterra aveva più valore la propria discendenza diretta per via materna da Filippo il Bello di Francia di quanto valesse il diritto di Filippo VI di Valois, che dell’omonimo zio era solo nipote figlio di fratello. Introduco la parentesi consueta che chiarisce come per definire la seconda via, che ammette la successione per linea femminile e, in linea di principio, la possibilità di avere delle donne sul trono, sia in seguito stata coniata l’espressione “successione protestante”. Chiedo ancora una volta, retoricamente, se qualcuno intuisca il perché. Altra risposta corale, con articolate spiegazioni sulla Riforma, sull’Inghilterra anglicana, sulla Svezia luterana. Ancora una volta, mi dicono, il professor L**.

Al quale va la mia infinita riconoscenza per la mezz’ora risparmiata, per le altre mezz’ore e fiato e fatiche che risparmierò, per la voglia di fare e la serietà del suo lavoro bistrattato.

P.S.: se arrivando a Lutero scoprirò che ha già spiegato loro pure la differenza tra assoluzione e indulgenza e che che cos’è la transustanziazione, lo abbraccerò commosso in sala professori.

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