Rete Europa

Ultimamente per supportare una qualsiasi scelta ci si rimanda all’ Europa. “Aumentiamo le tasse? Ce lo chiede l’Europa”. “Amore è finita: me lo chiede l’Europa”. La romantica visione dell’ Unione Europea che ci insegnavano alle scuole medie alla fine degli anni …Leggi tutto

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Ultimamente per supportare una qualsiasi scelta ci si rimanda all’ Europa. “Aumentiamo le tasse? Ce lo chiede l’Europa”. “Amore è finita: me lo chiede l’Europa”. La romantica visione dell’ Unione Europea che ci insegnavano alle scuole medie alla fine degli anni ’80 è stata soppiantata da un’ immagine da signorina Rottenmeier, complice forse anche qualche analogia con qualche leader dei paesi locomotiva di questo continente.

Ma per fortuna esiste anche un “Europa Solidale”, che si muove liquidamente attraverso i percorsi delle reti e che si costruisce pian pianino con poche risorse e tanto “capitale sociale”. E’ il caso di RIPESS, la Résau  Intercontinental  de Promotion de l’ Economie Sociale Solidaire, che da domani vedrà svolgersi a Lille, in Francia, il suo secondo congresso europeo, a due anni da quello di fondazione svoltosi a Barcellona.

Reti e retaioli da tutta Europa si ritroveranno per riflettere sull’attuale situazione socio economica partendo dal punto di vista un po’ “laterale” di chi concepisce l’economia in una maniera decisamente diversa rispetto a come la vediamo declinata ogni giorno.

Consumo responsabile, educazione popolare, sovranità alimentare, finanza etica e occupazione sono al centro dell’agenda della tre giorni di Lille. Se ne uscirà con una valigia intera di istanze, visioni e proposte concrete che ognuno degli oltre cento partecipanti restituirà al proprio territorio una volta ritornato da dove se n’è venuto.

Ed è quello che cercherò di fare anch’io.

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