Il divano

Il divano

Ma sul divano mi posso sdraiare oppure no? Da qualche giorno mi ci fanno di nuovo mettere, ogni tanto: mi pare di capire che si possa fare quando ci sono anche gli altri. Intendo dire, “gli altri della famiglia”. La …Leggi tutto

Ma sul divano mi posso sdraiare oppure no?

Da qualche giorno mi ci fanno di nuovo mettere, ogni tanto: mi pare di capire che si possa fare quando ci sono anche gli altri.

Intendo dire, “gli altri della famiglia”.

La storia si è complicata, in effetti, dopo un inizio facile e preciso: per alcuni mesi sul divano ci ho dormito, riposato, ho fatto compagnia a turno a tutti loro; ho passato qualche ora da solo, quando stavano fuori.

Poi, improvvisamente (anche se mi pare un poco ridicolo usare “improvvisamente”, per me è quasi tutto “improvviso”) hanno cominciato a fare confusione: per qualche settimana nessuna possibilità di salire sul divano; facevano i rigidi; ordini tassativi, sedie capovolte per impedirmi di salire.

È stato dopo che siamo andati in quel grande prato con i giochi, dove ci sono altri cani con i quali però oltre che giocare mi facevano fare degli esercizi; ripetere cose che so fare benissimo, come sedermi quando me lo chiedono – gentilmente devo dire – e in cambio mi danno un croccantino.

Poi hanno cominciato, ogni tanto, a dimenticare di metterci le sedie capovolte, sul divano intendo.

Così ho cominciato a riprovarci, a salirci – ogni tanto: prima, la notte sul divano piccolo, quando il maschio medio di famiglia rientra a casa e si piazza a vedere la tv sul divano grande.

Poi di giorno quando loro escono e – non so per quale motivo – a volte non c’è traccia, della sedia.

Adesso anche la sera, quando la casa è affollata – cioè ci siamo tutti (siamo in sei), io ci provo, mi avvicino, cerco di farmi spazio. Mi dicono che sono diventato grande – come se uno che diventa grande non avesse diritto al suo spazio. Poi mi dicono che non devo pensare che questo sia il mio spazio. Anzi: «non pensare che sia solo tuo», strilla il piccolo: perché, potete capirmi, io punto su di lui per conquistare il pezzo di divano che mi spetta.

Insomma, sto ancora cercando di capire. Per fortuna il compromesso lo si raggiunge quasi sempre, basta che uno (o due) degli altri non voglia piazzarsi sui miei divani.

Sì insomma, i nostri divani.

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Hashtag

Sono un filosofo, un blogger. E sì, anche un cane. Vi racconto la mia vita: quello che faccio (e penso), senza peli sulla lingua. Sono arrivato dalla Sicilia a Milano sul sedile di un' automobile, sdraiato sulle gambe di un'amica, avevo 4 mesi. Credo di essere nato sui Monti Iblei. La mia amica l'avevo trovata fra gli ulivi e mi ha portato nelle braccia della mia nuova famiglia. Voglio bene a tutti loro anche se a volte ancora non li capisco. Certo, mi hanno insegnato a scrivere e io dopo due o tre giorni ho capito dove dovevo fare la pipì. Mi chiamo Hashtag e sono il primo cane blogger del web.

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