Com’è possibile gestire il conflitto in ufficio?

Non vedevo l’ora di parlare di conflitti: un tema che in Italia viene spesso accomunato al concetto di “sepoltura”. Non sto avendo una svolta dark o emo (gli adolescenti col ciuffo sugli occhi che passano la vita su internet parlando …Leggi tutto

Non vedevo l’ora di parlare di conflitti: un tema che in Italia viene spesso accomunato al concetto di “sepoltura”.

Non sto avendo una svolta dark o emo (gli adolescenti col ciuffo sugli occhi che passano la vita su internet parlando della loro depressione mentre ascoltano musica di dubbio gusto); il termine “sepoltura” si riferisce al fatto che quando percepiamo un conflitto molto spesso privilegiamo la via dell’insabbiamento … O della sepoltura se preferiamo.

Un conflitto insabbiato è un conflitto che smette di esistere?

NO, ovviamente! Parliamoci chiaro: per la maggior parte delle persone affrontare un conflitto è fonte di disagio e sofferenza. Lo so, c’è anche qualche sclerato che beatamente ci sguazza nelle ostilità e le innesca di sua sponte; molto spesso tuttavia si preferisce fare altro. Gestire un litigio non è esattamente come mangiarsi un gelato nel parco o bersi una birra al pub.

Il prossimo filone di argomentazioni sarà incentrato appunto sulla gestione del conflitto (verbale) e anche a come non farsi fregare nei litigi.

Partiamo da George Kohlrieser. Uno psicologo che si occupa di leadership e risoluzione dei conflitti. C’è da dire che l’esperienza non manca a questo famoso collega visto che ha lavorato a lungo come negoziatore di ostaggi. Una volta in Italia (non ricordo dove) George si ritrovò ad un mercato del pesce e un tizio alla bancarella gli propose di squamare un pesce appena pescato.

Il vecchio George nel momento in cui mise le mani sull’animale provò una comprensibile sensazione di repulsione, che peggiorò ulteriormente quando gli venne chiesto di “pulire” il suddetto pesce per poterlo fare arrosto.
Immerso in questa sensazione di schifo George ebbe una rivelazione: il conflitto è come un pesce, pulirlo non è un’esperienza particolarmente piacevole, ma una volta squamato il pesce diventa un piatto prelibato. Se invece il suddetto pesce viene lasciato sul banco non farà altro che marcire. Allo stesso modo il conflitto non è piacevole da affrontare, ma una volta risolto non rischierà di marcire e far danni.

Avete presente quando in ufficio o in famiglia ogni piccola cazzata diventa una scusa per innescare un conflitto? Ho visto colleghi d’ufficio gridare per ore per chi doveva fare una fotocopia o famiglie nelle quali i membri si scannavano sulla posizione di una forchetta sul tavolo. Vi sembra normale che queste bischerate (sì, lo so, è un termine toscano) possano innescare guerre lavorative o familiari?

Ovviamente la risposta è no! Se tuttavia i problemi irrisolti sono numerosi il conflitto tenderà ad esplodere agganciandosi ad ogni inezia. In altre parole, conflitti irrisolti chiamano altri conflitti. Il risultato è una perversa spirale che manda a farsi benedire il tessuto sociale dell’ufficio, della famiglia o di una comunità intera.

Nei prossimi post prenderemo in considerazione un po’ di tecniche sulla gestione dei conflitti. Ovviamente se il vostro mondo è tutto fiorellini, margheritine e coniglietti potrete fare tranquillamente a meno di leggerlo!

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