Vite non dolci

È l’immagine più bella di sempre, l’elicottero che vola su Roma come all’inizio della Dolce vita, la statua del Cristo non serve, è tutto un come se. È bella l’immagine e quella basta, non c’è bisogno di commenti strumentali, …Leggi tutto

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È l’immagine più bella di sempre, l’elicottero che vola su Roma come all’inizio della Dolce vita, la statua del Cristo non serve, è tutto un come se.

È bella l’immagine e quella basta, non c’è bisogno di commenti strumentali, l’elevazione dello spirito, per pochi minuti di un pomeriggio non qualsiasi, è data da quei fotogrammi punto, c’è così poco cinema a regalarli, oggi, e sono brutte le immagini del mondo là fuori, là sotto.

È brutto pensare a quel che lascia quell’elicottero, a quei palazzi rimasti vuoti. Quello da cui decolla, e poi tutti gli altri, appena qualche isolato più in là.

Per un Cesare troppo temporale che esce da una porta, un Piccolo Cesare che da altre porte vuole entrare. Da una parte un uomo mai stato particolarmente simpatico che di colpo diventa umano; dall’altra un uomo una volta assai simpatico che oggi rischia di rendere disumano il film senza nessuna bella immagine che stiamo vedendo.

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