Tom e Katie, i nuovi esodati

Tra tre giorni Tom Cruise (l’avevamo lasciato qui) compie cinquant’anni. Da tre giorni Tom Cruise figura nelle carte di un divorzista di New York. Beffa di Boccastorta Holmes, che quelle sospiratissime carte le ha volute, o forma di …Leggi tutto

Tra tre giorni Tom Cruise (l’avevamo lasciato qui) compie cinquant’anni. Da tre giorni Tom Cruise figura nelle carte di un divorzista di New York. Beffa di Boccastorta Holmes, che quelle sospiratissime carte le ha volute, o forma di tutela della quasi-ex-moglie dall’incipiente crisi di mezza età del quasi-ex-marito?

In attesa dei famigerati aggiornamenti dei reciproci rep che faranno il pettegolezzo di quest’estate, per ora lo sviluppo possibile di questa storia pare uno solo. Non che Tom festeggi i cinquanta con un uomo – il che, si capisce, varrebbe più di un qualunque endorsement di un qualunque Obama a un qualunque matrimonio gay: prendere definitiva coscienza del fatto che sul poster di Top Gun ci fossero due omosessuali farebbe molto più effetto di un presidente nero, agli occhi delle teenager di allora ed elettrici di oggi. No, non andrà così.

Il divorzio Cruise è segno che anche le grandi multinazionali di Hollywood, in tempo di Crisi, hanno bisogno di nuove politiche aziendali. Tramonta la ditta TomKat, poi sarà la volta dei Beckham, quindi degli Smith. Resterà un solo grande marchio: Suri. L’imprenditrice è ormai questa volitiva seienne. Che, considerati i tempi che corrono, come potrebbe più giustificare di fronte a una Fornero qualsiasi quei due figuranti con contratto da co.co.pro. rinnovato per ciascuno degli ultimi sei anni?

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