Sara Tommasi, chi (non) l’ha vista?

Quante volte si può morire? Quante? I numeri. Si muore una prima volta da intercettate. Poi davanti alle Borse che crollano. Si muore da fidanzate di autori di libri consigliati da Manuela Arcuri. Si muore coi microchip sottopelle, stritolate dal …Leggi tutto

Quante volte si può morire? Quante? I numeri. Si muore una prima volta da intercettate. Poi davanti alle Borse che crollano. Si muore da fidanzate di autori di libri consigliati da Manuela Arcuri. Si muore coi microchip sottopelle, stritolate dal Sistema con la maiuscola, per forza. Si muore in un film porno da prima afa estiva. Quante volte può morire Sara Tommasi? Oggi hanno fatto credere fosse scomparsa – c’è una Sciarelli in sala? Scomparsa da tre giorni. Rum e cocaina, gli anni Ottanta non finiranno mai. Poi la smentita, per voce di Selvaggia Lucarelli, ognuno, in ogni tempo, ha il Marziale che si merita. Si muore e si rinasce, i tacchi sempre troppo alti, le gonne troppo corte.

È l’Io la conoscevo bene di questo tempo, Tommasi come Stefania Sandrelli, allora una spalla scoperta, oggi la carne esibita davanti al bancomat, lì dove escono i soldi, non è moralismo, è giusto che sia così, Sara è stata più intelligente di tanti ministri dell’economia. «Con te si sta bene perché sei una ragazza riposante», dicevano nel film di Pietrangeli alla troppo giovane Adriana, un uccellino neanche laureato alla Bocconi. Anche Sara è riposante, highlight da quotidiano on line, lei c’è sempre, con la parrucca bionda o senza il reggiseno. Nessun Ettore Scola ha ancora scritto l’epilogo, per ora, per fortuna.

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