Occupy Madonna

Dunque Madonna ha iniziato il tour che porta il nome del suo ultimo album: MDNA. A guardare le reazioni della rete, sorcini compresi, ci sarebbe materiale per più di un necrologio. Il concerto? Roba che manco le prove. Il …Leggi tutto

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Dunque Madonna ha iniziato il tour che porta il nome del suo ultimo album: MDNA.
A guardare le reazioni della rete, sorcini compresi, ci sarebbe materiale per più di un necrologio. Il concerto? Roba che manco le prove. Il mash-up tra Express Yourself e Born This Way della plagiatrice Lady Gaga? Che le tocca fare, povera donna. E poi, insomma, mica può star dietro a tutto: il disco, e il film da regista (W.E., da noi esce l’8 giugno), e il lancio del profumo, e l’imberbe fidanzato che qualche attenzione la vorrà pure lui, e i figli – ricordiamo i maggiori: Lourdes, la cui paghetta settimanale è una linea di abbigliamento che porta il suo nome; e Rocco, già arruolato sul palco vestito da prete (#complessodiedipo).
Non ho aperto nessun video, tra i tanti youtubizzati dopo le prime date di Tel Aviv e Abu Dhabi. Ah, no: ho visto quello con le majorette in stile Mercatone dell’Arredamento di Fizzonasco, chi è nato a Milano negli anni Ottanta sa di che parlo.
Voglio aspettare di capire. Di andare al concerto di San Siro col mio bravo biglietto. Allora, forse, anche un’altra ipotesi mi sarà confermata. Madonna non è più una multinazionale capitalista: è un movimento di protesta. Un Occupy Qualunque Cosa. Stadi, messaggeriemusicali, multiplex, duty free, distributori automatici. Un amico ha già suggerito il nome, à la Macao: M^DN^. Una protesta generazionale, già: molti di quelli che hanno animato l’autogestione nelle torri milanesi hanno più o meno la stessa età di Madge.

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