Matteo Renzi ha scritto Skyfall (ma non vincerà le primarie)

Prima è venuto Veltroni. Ora c’è Matteo Renzi. Non parlo di primarie, segreterie, velleità di leadership. Parlo di sceneggiature (ne parlavo già qui). Perché Skyfall è un grande film. Ma è soprattutto un grande film sulla rottamazione. C’è l’agente …Leggi tutto

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Prima è venuto Veltroni. Ora c’è Matteo Renzi. Non parlo di primarie, segreterie, velleità di leadership. Parlo di sceneggiature (ne parlavo già qui).
Perché Skyfall è un grande film. Ma è soprattutto un grande film sulla rottamazione.

C’è l’agente governativo Ralph Renzi (aka Fiennes) che cerca di sollevare dal suo posto Judi Bindi (aka Dench), capo dei servizi segreti attaccatissima alla sua poltrona. Lo stesso Daniel D’Alema (aka Craig, aka James Bond), presidente del Copasir britannico, è malvisto, ché dopo essere stato fintomorto per un po’ non ha superato i test di riammissione al suo ruolo di agente segreto eccetera eccetera, manco fosse una Margherita Hack qualsiasi che non può riavere la patente.

Il cattivo di ‘sto giro, Javier Paolo Turchi (aka Bardem), gli consiglia persino di mettersi in proprio, fare il freelance in fondazioni spionistiche (InglesiEuropei sarebbe un buon nome, no?), visto che il tempo della politica di una volta è superato. E poi Q, consulente informatico, è un hipster minorenne, di certo non viene dalle Frattocchie; e Miss Moneypenny, la storica segretaria di Daniel D’Alema, vabbè anche lì c’è del rinnovamento, ma non si può spoilerare troppo.

Bisogna rottamare, dunque. O forse no. O forse semplicemente a Renzi è scappato il copione di mano.
Perché il finale (e la vittoria) si combatte anche stavolta a colpi di Aston Martin, e dinamite che batte le nuove tecnologie, e motivetti originali della serie. Insomma, James Bond resta l’eroe del conservatorismo, cinquant’anni a dirci che – rinnovandosi un po’, certo: ma basta un Sam Mendes come capo della comunicazione, mica tanto di più – si vince sempre alla vecchia maniera.

Perciò è vero: Skyfall l’ha scritto Renzi. Ma le primarie, quelle dovrebbe vincerle Bersani.

(Il film, se non si è capito, è bellissimo.)

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