James Franco, il nuovo volto del Ministero Fornero

James Franco ha appena tenuto a farci sapere che non sta uscendo con la biondina che gli hanno appioppato, tale Ashley Benson, qualche telefilm e poi quel culto passato a Venezia intitolato Spring Breakers, c’era pure lui, set evidentemente …Leggi tutto

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James Franco ha appena tenuto a farci sapere che non sta uscendo con la biondina che gli hanno appioppato, tale Ashley Benson, qualche telefilm e poi quel culto passato a Venezia intitolato Spring Breakers, c’era pure lui, set evidentemente non galeotto.

Lui non è mica materia di gossip. Lui è un attore intellettuale. Uno scrittore di racconti carveriani. Un coltivatore biodinamico. Un artista concettuale. Un regista di film su icone di nicchia (leggi: Sal Mineo, il giovane bruciato che non è stato né James Dean né Montgomery Clift). Si accompagna a gente come Marina Abramović, lui, mica a biondine qualsiasi.

Ricordate un film con James Franco? Ricordate James Franco per qualcosa che non sia il suo inutile essere sempre lì, alle feste giuste, no: nei “progetti” giusti. La quintessenza del «voglio aprire un chiringuito ai Caraibi», ma nell’isola dove non passa nessuno, solo qualche post-hippy, possibilmente fotografato da Terry Richardson.

Ma forse non bisogna prendersela con lui. È che al giorno d’oggi mancano le occasioni, i posti fissi, i lavori bisogna inventarseli, e lui si è inventato l’Essere James Franco. Sarà inutile, sì, ma nessuno gli può dire che è choosy.

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