Giulio Andreotti nel paese di Oz

Questo blog non aveva coccodrilli pronti, nonostante il titolo. Ma chi li aveva, a proposito di Giulio? Era come averli pronti per Belfagor, Macchianera, la Strega Cattiva dell’Ovest. Ecco, si possono solo immaginare i suoi piccoli piedini di vecchio che …Leggi tutto

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Questo blog non aveva coccodrilli pronti, nonostante il titolo.
Ma chi li aveva, a proposito di Giulio? Era come averli pronti per Belfagor, Macchianera, la Strega Cattiva dell’Ovest.
Ecco, si possono solo immaginare i suoi piccoli piedini di vecchio che si ritirano in fretta, come quelli della fattucchiera di Oz schiacciata dalla casa di Dorothy.
L’Italia non è stata il tornado che l’ha travolto, però.

L’Italia che ora scriverà, bloggherà, twitterà del Divo che ha cinematograficamente sedotto tutti, dei suoi segreti di Stato e dei pastrocchi, dei poteri forti e delle debolezze massoniche, della scatola nera che rivelerà tutto – tutto quello che non è mai interessato a nessuno degli elettori di centro, di destra, di sinistra, sempre che siano mai esistite, nel paese di Oz.
Ding dong, the witch is dead – which old witch? Non importa, il fantoccio intanto è bruciato, come quella vecchia signora su a Londra, qualche settimana fa.

Il feticcio nel paese dei feticci, i corni rossi, e tocca ferro, e Andreotti, ci voleva lui a fare la parte per il tutto – il tutto che non si sa bene cosa: chi ha votato i governi degli ultimi cinquant’anni? Che siano stati solo un’illusione proiettata, come quella del Mago nel paese di Oz? Non credo, ma poco importa.

Se siamo ancora qui a parlare di larghe intese, e di piccoli stragismi di piazza, la colpa è sua davvero, la colpa è di Giulio? Non credo neanche questo, ma varrà bene anche solo un post su facebook, uno scampolo di Sorrentino o l’istantanea di una stretta di mano perniciosa, poi tanto c’è la partita, ci sarà qualcos’altro di cui scrivere, bloggare, twittare.
L’importante è cantare anche solo per un pomeriggio, ding dong, nel paese di Oz.

Twitter @MattiaCarzaniga

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