Gatti e gattini

Oggi esce il film più bello dell’anno (l’anno 2013 nei paesi civilizzati, dov’è uscito mesi fa; l’anno 2014 da noi). Il film più bello dell’anno è Inside Llewyn Davis (A proposito di Davis da noi), l’hanno scritto e diretto …Leggi tutto

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Oggi esce il film più bello dell’anno (l’anno 2013 nei paesi civilizzati, dov’è uscito mesi fa; l’anno 2014 da noi).
Il film più bello dell’anno è Inside Llewyn Davis (A proposito di Davis da noi), l’hanno scritto e diretto due esordienti che si chiamano Joel e Ethan Coen, potrei stare a parlare per ore della grande bellezza (quella vera), della precisione, della nostalgia, di John Goodman. Ma l’ho già fatto qui.
Parliamo invece del gatto.

Ho sempre trovato i gatti largamente inutili.
Ne ho pure pianto uno, si chiamava disgraziatamente Pallino (il nome gliel’avevo dato io), vennero a darmi la tragica notizia (morto per avvelenamento o rissa in cortile: la vicenda resta insabbiata nella sabbietta) mentre scrivevo un tema per le elementari sui miei migliori amici. Capite che la scena era troppo ben sceneggiata per non versare neanche una lacrima, e io già allora guardavo troppi film.

Ho sempre trovato i gatti largamente inutili, dicevo.
Finché ne sono comparsi due a breve distanza. Entrambi rossi. Entrambi largamente telegenici.

Il primo, incontrato a Cannes il maggio scorso, è appunto il protagonista (quello vero) di Inside Llewyn Davis. È il gatto che l’immenso Oscar Isaac si accolla perché altro non può fare, poi lo perde, poi lo ritrova, poi scopre che non è più lui. C’è pure una soggettiva del micio in metropolitana che è una delle scene più belle dell’anno, non solo perché è dentro il film più bello dell’anno.

Il secondo ha sbancato i premi di Mtv a fine novembre nella categoria “sfondo di Miley Cyrus”. È il gatto che si mette a piangere (come noi tutti) sulla canzone più bella del mondo, e cioè Wrecking Ball. È piccolo, e piange, ed è tutto bellissimo. È la consacrazione a icona definitiva del gattino di Facebook che avete sempre sognato di trovare sulle vostre bacheche.

Chi vince, tra il gatto dei Coen e il gattino di Miley?
Non lo so. Vado sulla tomba del mio gatto di bambino – una montagnetta di terra là da qualche parte, nel giardino della mia prima casa – e prego per un’epifania.
Questo, dopotutto, era l’obituary che Pallino non ha mai avuto.

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