Fabio Fazio e il 6 nel tema di Sanremo

Al terzo anno di liceo presi 6 in un tema in classe. Lo ricordo ancora oggi come il punto più basso della mia carriera scolastica. Avrei potuto accettare un 4 in greco (l’ho fatto, anzi, più di una volta), ma …Leggi tutto

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Al terzo anno di liceo presi 6 in un tema in classe. Lo ricordo ancora oggi come il punto più basso della mia carriera scolastica. Avrei potuto accettare un 4 in greco (l’ho fatto, anzi, più di una volta), ma un 6 in italiano mai.
Mi ero avventurato nel tema di attualità, che all’epoca della riforma Berlinguer era una diavoleria assai moderna, come il microonde nelle barzellette della Settimana enigmistica. «Internet cambierà il mondo», o qualcosa di simile. Prima di Zuckerberg che compra WhatsApp, prima di tutto.
Il tema, con tutta probabilità, era brutto davvero, avrei dovuto scegliere la traccia su Dante, il pensiero mi visita ancora oggi. Ma faccio scarsa autocritica ora, figurarsi a sedici anni. Mi sarei assegnato un Pulitzer, e anche per questo m’incazzai con la professoressa d’italiano.

Stamattina Fabio Fazio ha preso 6 nella materia festivaldisanremo, in cui era (è) il più bravo di tutti. È stato capace di salvare la nave che rischiava il naufragio tra sipari inceppati e aspiranti suicidi. È quello che più di tutti conosce la famigerata formula dell’alto e del basso, del bosone accanto alle Kessler, dell’anima civile sempre insieme all’anima mia, nostra.
Alla seconda puntata di questa edizione, Sanremo ha fatto il buco nello share. Il calo è fisiologico, e in più la gente guardava la partita sull’altro canale, si schermivano i dirigenti stamattina in conferenza stampa.

Ma Fabio Fazio, l’alunno di seconda fila vicino alla finestra, sapeva di aver fatto un buon tema. Ecco, magari non un tema da 9, ma un 8 la prof avrebbe potuto (dovuto) darmelo. Il compito era impeccabile, c’era la direttrice del museo e subito dopo (o subito prima, non ricordo) Franca Valeri, il pugile tamarro e nothing’s gonna change my world versione diritti arcobaleno. Tutto preciso, tutto giusto. Per questo si è incazzato. Nessuno come lui, nella sua classe, è bravo nei temi di festivaldisanremo.

Tra qualche anno ci ripenserà. Che stupido, dirà. E non perché non s’è tenuto, perché ha alzato la voce. Che stupido: lo sapevo, dovevo scegliere Dante.

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