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<title>Panorama - Cultura</title>								<link>http://cultura.panorama.it</link>
<description>Notizie di Cultura su Panorama: focus su ultimi film al cinema, tv, musica e reality, mostre ed eventi in italia. Clicca per ricevere gli ultimi aggiornamenti del Canale Cultura</description>


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	<title>Panorama - Cultura</title>
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    <title>Codice a sbarre, il festival dell'editoria libera</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[MICOL DE PAS ]]></ame:author><ame:pubDate>Mer, 19 Giu 2013 11:34:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/o/21692941-1/Codice-a-sbarre-il-festival-dell-editoria-libera_medium.jpg" alt="Libri" /><br />Si intitola Codice a sbarre il primo festival dell'editoria libera che trasforma Firenza nella cittadella del libro. In tutti i suoi aspetti: ci saranno editori, autori, librai, stampatori, rilegatori e illustratori. Con 100 eventi, 50 editori, 3mila metri quadri di esposizione, cinque zone tematiche ed eventi fino a mezzanotte, inaugura alle 18 di venerdì 21 giugno, in occasione della notte bianca delle librerie italiane, per promuovere la lettura tra appassionati di ogni età.In cartellone, incontri con gli autori, presentazioni e reading per parlare di diritti civili e libertà, con scrittori come Ugo Cornia, Maria Pace Ottieri, Mimmo Calopresti, David Bidussa e Ascanio Celestini.All'illustrazione sarà dedicata una mostra, ma anche un workshop per ragazzi, che saranno i protagonisti di una sezione a loro dedicata. Che vanta protagonisti d'eccezione come Gek Tessaro con il suo Il cuore di Chisciotte, un omaggio a Roberto Denti, da poco scomparso e ricordato con il suo libro Il ragazzo è impegnato a crescere, insieme a un gioco di sonorizzazioni dal vivo e laboratori di restauro e di legatoria per grandi e piccoli.Il viaggiare, soprattutto a piedi, a molto a che fare con le parole, che spesso si muovono al ritmo dei passi per diventare reportage e racconti. Così la cooperativa Walden, specializzata nel camminare, parlerà dei suoi progetti insieme a Terre di Mezzo, concetrata sul Social Trekking, mentre Camilla Trinchieri con Erika Bianchi affrontano Il prezzo del silenzio, accanto a temi legati all'ambiente e alla sostenbilità, da scritti sui balconi coltivati a quelli dedicati ai problemi dello smaltimento dei rifiuti.Per finire, la libertà di confrontarsi. Ovvero, alle 10 del mattino, ogni giorno è in programma Un caffè con l'editore, spazio di incontro confronto tra editori e aspiranti scrittori.Poi ci sono anche altre sbarre. Quelle concrete, rappresentate dal luogo che ospita la manifestazione, le Murate: ex convento di clausura femminile poi trasformato in carcere e infine ristrutturato, sotto le linee guida di Renzo Piano, in polo culturale della città. Aperto a tutti.Codice a SbarreLe Murate, Firenzedal 21 al 24 giugno]]></description>
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    <title>L'uomo d'acciaio, foto del backstage</title><ame:section_name><![CDATA[Cinema]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[SIMONA SANTONI ]]></ame:author><category><![CDATA[Superman]]></category><category><![CDATA[L'uomo d'acciaio]]></category><category><![CDATA[Henry Cavill]]></category><category><![CDATA[Zack Snyder]]></category><ame:pubDate>Mer, 19 Giu 2013 11:15:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/u/o/uomo-acciaio-backstage2/21692393-1/uomo-acciaio-backstage2_medium.jpg" alt="Cinema" /><br />Il 20 giugno arriverà nelle sale italiane L'uomo d'acciaio,     titolo attesissimo che rifonda la saga di Superman.Diretto da Zack Snyder, finora ha diviso la critica (io l'ho trovato uno spettacolo godibile, potete leggere qui 5 cose da sapere sul film).     Di sicuro è destinato a rivitalizzare l'interesse sull'alieno tutto cuore e muscoli proveniente da Krypton.In queste immagini intanto potete sbirciare sul set tra gli attori (Henry Cavill è Superman, Kevin Costner è il suo padre adottativo, Amy Adams è la giornalista Lois Lane), produttori (un tal Christopher Nolan) e regista. Segui @simosant_ !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?'http':'https';if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+'://platform.twitter.com/widgets.js';fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, 'script', 'twitter-wjs');]]></description>
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					<title>Henry Cavill, il regista Zack Snyder e Kevin Costner sul set de &amp;quot;L'uomo d'acciaio&amp;quot; Credits: Warner Bros. Pictures and Legendary Pictures / Clay Enos</title>
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					<title>Il regista Zack Snyder ed Amy Adams sul set de &amp;quot;L'uomo d'acciaio&amp;quot; Credits: Warner Bros. Pictures and Legendary Pictures / Clay Enos</title>
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					<title>Il regista Zack Snyder con i produttori Charles Roven e Deborah Snyder Credits: Warner Bros. Pictures and Legendary Pictures / Clay Enos</title>
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    <title>Kiss: la recensione dei concerti di Milano e Codroipo</title><ame:section_name><![CDATA[Musica]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[GIANNI.POGLIO  ]]></ame:author><category><![CDATA[Milano]]></category><category><![CDATA[recensione]]></category><category><![CDATA[Kiss]]></category><category><![CDATA[Codroipo]]></category><ame:pubDate>Mer, 19 Giu 2013 09:48:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/i/21692131-1/Kiss-la-recensione-dei-concerti-di-Milano-e-Codroipo_medium.jpg" alt="Musica" /><br />Ore 21: il telone che oscura il palco si abbassa. Dietro quel telo c'è il mondo dei Kiss. Un mondo a parte fatto di suoni e colori che inebriano da quarant'anni i fan della Kiss Army, migliaia di irriducibili, spesso con figli e nipoti al seguito. C'erano tutti nelle due date italiane di ieri al Forum di Milano e di lunedì sera a Codroipo nello spettacolare scenario di Villa Manin.&nbsp;Si diceva che i quattro fossero un appannati, complici il caldo. gli acciacchi e l'età (i due leader Simmons e Stanley hanno superato i sessanta). Non era così. I Kiss funzionano ancora e bene. Hanno uno show che non teme paragoni (questa volta c'era pure un gigantesco ragno metallico a sormontare il palco) e una ventina di canzoni che sono inni per chi li venera. Gene Simmons sputa sempre sangue e vola in cima allo stage, Paul Stanley fende ancora la folla appeso a un cavo che lo riporta avanti e indietro dallo stage. Magnifico l'impianto luci, e poi botti a volontà, coriandoli e fiammate.&nbsp;I Kiss sono questo. Piacciono perché sono così straordinariamente sopra le righe. La parola sobrietà non ha cittadinanza dalle loro parti. Loro eccedono, Anche quando intonano&nbsp;Volare in omaggio al Bel Paese...&nbsp;Una buona fetta del mondo rock non li capisce e non li ama, ma a loro non interessa: perché hanno un pubblico fedele nei secoli e una fede incrollabile in quel che fanno. Quando gli schermi rimandano le immagini di Simmons che sputa sangue finto a fiotti o che si dedica al numero del mangiafuoco per la milionesima volta, convinto e determinato come un rocker debuttante, allora tutto diventa chiaro.&nbsp;A rendere appetibile il gran circo della band ci sono poi una manciata di hit notevoli. Da Love Gun a Lick it up, passando per I&nbsp;was Made for lovin' you, Deuce e Detroit Rock City. Completano la setlist due pezzi dall'ultimo album, Hell or Hallelujah e Outta of this world cantanta dal chitarrista Tommy Thayer, Say Yeah, Heaven's on fire, War Machine e naturalmente Rock'n'roll all nite con la consueta tempesta di coriandoli.&nbsp;Vero che la voce di Paul Stanley non è più quella di un tempo, ma tutto sommato è un dettaglio. I Kiss sono un monolite: li ami o li odi nel suo insieme. E il pubblico italiano li ha ha accolti come eroi. Anzi come Supereroi. Per l'ultima volta? Pare proprio di no. Loro si divertono a dire che potrebbero andare avanti per altri cinque o dieci anni. Per chiunque altro sarebbe solo una battuta, ma i Kiss sono i Kiss. Nessuno avrebbe immaginato di vederli fare a sessant'anni quel che hanno fatto nelle due date italiane. Eppure si sono superati. E potrebbero rifarlo... Presto.&nbsp;Fin qui la cronaca della festa. Poi, nella notte una notizia terribile. Un operaio egiziano di 34 anni residente a Milano è morto durante le operazioni di smontaggio del palco. Secondo le prime ricostruzioni ci sarebbe anche un altro ferito. Secondo l'Ansa 'l'uomo sarebbe salito con altri due operai su un montacarichi pieno di carrelli e impalcature. A causa probabilmente del sovraccarico, il pesante materiale sarebbe caduto all'interno dello stesso montacarichi schiacciandolo'.I was made for lovin'you al Forum di Milano - 18 giugno ]]></description>
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    <title>L'esorcista torna al cinema, video-interviste a sei registi horror</title><ame:section_name><![CDATA[Cinema]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[SIMONA SANTONI ]]></ame:author><category><![CDATA[cinema]]></category><category><![CDATA[William Friedkin]]></category><category><![CDATA[L'esorcista]]></category><ame:pubDate>Mer, 19 Giu 2013 09:20:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/" alt="Cinema" /><br />]]></description>
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    <title>Addio a Claudio Rocchi - La sua storia in 3 video</title><ame:section_name><![CDATA[Musica]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[GIANNI.POGLIO  ]]></ame:author><category><![CDATA[Claudio Rocchi]]></category><category><![CDATA[Stormy Six]]></category><ame:pubDate>Mer, 19 Giu 2013 08:20:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/l/21691455-2/Addio-a-Claudio-Rocchi-La-sua-storia-in-3-video_medium.jpg" alt="Musica" /><br />Era il bassista degli Stormy Six con cui realizzò nel 1969 il primo leggendario album,&nbsp;Le idee di oggi per la musica di domani.&nbsp;Successivamente Claudio Rocchi decise di intraprendere &nbsp;la carriera solista esordendo&nbsp;con&nbsp;Viaggio, album totalmente acustico, con Mauro Pagani al flauto e al violino. Il suo capolavoro è però&nbsp;Volo Magico n. 1 pubblicato nel 1971, una delle perle del rock progressivo italiano.&nbsp;Aveva 62 anni e da tempo soffriva di una malattia degenerativa, che aveva annunciato su Facebook. &quot;Dopo vari accertamenti, il quadro clinico è fissato. Patologia non reversibile che innesta la perdita d'uso degli arti inferiori sulla patologia ossea degenerativa. Sono ultra fragile, e devo stare praticamente a letto'.&nbsp;Qui di seguito tre video che riassumono la sua storia e la sua carriera. ]]></description>
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    <title>&quot;Non lasciarmi andare&quot; di Jessica Sorensen: primo capitolo della Secret Trilogy</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
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<link>http://cultura.panorama.it/libri/jessica-sorensen-non-lasciarmi-andare-sesso</link>
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<ame:author><![CDATA[VALERIAMERLINI  ]]></ame:author><category><![CDATA[sesso]]></category><category><![CDATA[Newton Compton]]></category><category><![CDATA[Jessica Sorensen]]></category><category><![CDATA[Non lasciarmi andare]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 17:21:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/e/21686171-1/Non-lasciarmi-andare-di-Jessica-Sorensen-primo-capitolo-della-Secret-Trilogy_medium.jpg" alt="Libri" /><br />
Eravamo amici da bambini.
Eravamo io e lei contro il mondo.Ma la vita ci ha cambiati…Appena pubblicato in Italia e immediatamente entrato nella classifica dei libri più venduti. Non sorprende, anzi, riesce a far parlare di sé. Ennesimo lancio ottimamente riuscito della Newton Compton,    &nbsp;Non lasciarmi andare     si preannuncia un libro da “sotto l’ombrellone”. Questo romanzo è un porno soft, genere definito anche steamy fiction o new adult perché è un erotico adatto anche alle giovani generazioni.Non lasciarmi andare     (The secret of Ella and Micha nel titolo originale) è un ennesimo esempio di autopubblicazione divinamente riuscita da parte della sua autrice, Jessica Sorensen.    &nbsp;È infatti arrivato ai primi posti dei libri più venduti su Amazon e sulla classifica del New York Times, ed è stato venduto in oltre 30 paesi per cifre astronomiche in poche settimane.Il segreto del successo è la passione, unita ad un segreto doloroso che ha allontanato due ragazzi, Ella e Micha, migliori amici trasformati in qualcosa di più. &nbsp;Ella è tornata, Micha non può perderla un’altra volta… Ella e Micha si conoscono da quando erano bambini, sono cresciuti insieme e sotto gli occhi l’uno dell’altra sono diventati un uomo e una donna. Finché una tragica notte di otto mesi fa è accaduto qualcosa di irreversibile, ed Ella ha deciso di scappare all’università e lasciarsi tutto alle spalle. E così, da giovane ribelle e senza limiti, ha deciso di diventare una ragazza perbene, una di quelle che eseguono gli ordini senza discutere e tengono i sentimenti sottochiave. Ma sono arrivate le vacanze estive e l’unico posto dove tornare è casa sua. Ella trema all’idea che tutto lo sforzo che ha fatto per mettere a tacere i suoi impulsi più veri e seppellire i suoi bollenti spiriti sia stato vano. Con Micha nel raggio di pochi metri si sente davvero vulnerabile.
Micha.
Mi affretto verso la porta laterale di casa, ma Micha mi blocca la strada, e la sua mano si abbassa sulla macchina come la sbarra di un passaggio a livello. Risucchia in bocca il pearcing che ha sul labbro, con uno sguardo passionale negli occhi, come se fosse sul punto di baciarmi.
Per un secondo, desidero che lo faccia.Si avvicina al mio orecchio, abbassando la voce a un livello intimo. «Vieni con me da qualche parte. Per favore. Ho aspettato otto mesi per parlarti».Micha è sexy, intelligente e sicuro di sé, conosce di Ella anche i segreti più oscuri e inconfessabili e ha deciso che farà qualunque cosa sia necessaria per averla. E così l’eccitazione, le parole e gli occhi magnetici di Micha scateneranno nell’ingenua e inesperta Ella sensazioni mai provate prima, istinti difficili da frenare…
Ella.Non è mai appartenuta ad alcuna categoria – era semplicemente Ella – ma ora sembra essere uscita dalla dannata Fabbrica delle Mogli. È ancora maledettamente sexy, il fisico scolpito, e le lunghe gambe che sembrano non finire mai. Mi sono immaginato quelle gambe avvolte intorno alla mia vita un sacco di volte e quelle stesse visioni mi inondano la testa ora, anche se sembra una sconosciuta.
Non lasciarmi andare    
di Jessica Sorensen
Newton Compton273 pagine,&nbsp;9,90 euro@violablanca    ]]></description>
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    <title>Festival di Resistenza, teatro per la memoria</title><ame:section_name><![CDATA[foto]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[RITA FENINI ]]></ame:author><category><![CDATA[resistenza]]></category><category><![CDATA[fratelli cervi]]></category><category><![CDATA[teatro]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 16:31:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/e/r/eremita-contemporaneo/21681825-3/Eremita-Contemporaneo_medium.jpg" alt="foto" /><br />La vita delle donne e degli uomini, le contraddizioni del tempo presente, le emergenze del lavoro, i beni comuni, i diritti sociali e civili: questi alcuni dei temi che gli spettacoli teatrali porteranno in scena rimanendo fondamentale il richiamo alla Resistenza e alla sua memoria, ai valori di libertà, democrazia, giustizia sociale che la hanno motivata e che hanno attraversato Casa Cervi.Il &quot;Festival di Resistenza&quot;, giunto quest'anno alla sua dodicesima edizione, inizia a Gattatico (RE) il 7 luglio (53° Anniversario dei Martiri di Reggio Emilia) e si conclude il 25 luglio (70° Anniversario della caduta del fascismo) con la proclamazione e l'assegnazione da parte della Giuria degli spettacoli vincitori del Premio Museo Cervi.Ad inaugurare la manifestazione la performance, in prima nazionale, de Lo schermo sul leggio di Ivano Marescotti. 
Informazioni e prenotazioni
Museo Cervi, via Fratelli Cervi, 9 - Gattatico (Reggio Emilia)
Barbara Barresi, Paola Varesi
Tel. 0522. 678356 - fax. 0522 477491
info@istitutocervi.it 
museo@fratellicervi.itwww.fratellicervi.it    ]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>6</galleryNumber>
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					<title>La Compagnia Instabili Vaganti presenta “L'Eremita Contemporaneo. Made in ILVA”, regia Anna Dora Dorno, con Nicola Pianzola. Lo spettacolo trae ispirazione dal diario di un operaio dell'ILVA di Taranto e dalle testimonianze raccolte da altri operai intervistati. Credits: Ufficio Stampa</title>
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					<title>Inaugura la manifestazione la performance, in prima nazionale, de “Lo schermo sul leggio” di Ivano Marescotti Credits: Ufficio Stampa</title>
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					<title>Transit Teatro presenta “Luigi che sempre ti penza. Piccole cronache di un emigrante (in sette movimenti)” di e con Gigi Borruso e con Serena Rispoli. Credits: Ufficio Stampa /OlimpioMazzorana</title>
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    <title>Turchia e rivolte globali: 5 libri per capire</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
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<link>http://cultura.panorama.it/libri/turchia-rivolte-globali-5-libri-per-capire-rivoluzioni-primavera-araba</link>
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<ame:author><![CDATA[REDAZIONE  ]]></ame:author><category><![CDATA[Turchia]]></category><category><![CDATA[primavera araba]]></category><category><![CDATA[saggistica]]></category><category><![CDATA[5 libri]]></category><category><![CDATA[occupy]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 14:32:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/n/o/21684285-2/node_1089737_medium.jpg" alt="Libri" /><br />I fatti di piazza Taksim e del vicino parco Gezi (ma anche le manifestazioni in Brasile a contorno della Confederations Cup) hanno riportato sotto i riflettori un fenomeno sempre più frequente, negli ultimi anni: quello delle ribellioni dal basso. Al netto delle differenze, il filo comune sembra essere la mobilitazione contro le crescenti ingiustizie economiche e sociali e la richiesta di una maggiore partecipazione alla gestione dello stato. Ecco cinque libri per approfondire l'argomento.
Global revolution     – di Luca Taddio (Mimesis)Agile saggio che propone un'analisi di quello che è a tutti gli effetti un aspetto inedito della globalizzazione: reti autonome di cittadini che sfidano gli assetti del potere e che riuniscono in un unico fenomeno sociale realtà apparentemente lontane come i giovani egiziani di Tahrir, gli Indignados spagnoli e Occupy Wall Street.
Movimenti     – Pino Casamassima (Sperling &amp; Kupfer)L'intento dell'autore è allargare lo sguardo a tutti i movimenti di contestazione che hanno attraversato gli ultimi decenni di storia italiana. Dal punk di fine anni Settanta ai No Global, dagli Indiani metropolitani alla Pantera e all'Onda: un quadro eterogeneo che fornisce una lettura parallela delle vicende politiche e sociali d'Italia.
Twitter e le rivoluzioni     – Giovanna Loccatelli (Editori Riuniti)Con lo sguardo puntato sulle rivolte di Tunisia, Egitto e Libia, l'autrice esplora l'impatto del social network sulle primavere arabe e lo sguardo inedito che i tweet ci hanno consegnato sulle manifestazioni. L'appendice è dedicata a un documento esclusivo: il manifesto organizzativo dei giovani egiziani.
La primavera araba     – a cura di Michela Mercuri e Stefano Maria Torelli (Vita e Pensiero)Attraverso il contributo di diversi studiosi si analizzano le origini e gli effetti immediati delle rivolte che stanno cambiando il Medio Oriente, tentando anche di tracciare alcune ipotesi sui loro esiti futuri, che sembrano tutt'altro che scontati.
Indignados     – Enrique Dussel (Mimesis)Il filosofo argentino Dussel approfondisce le radici filosofiche e storiche di un'indignazione che è diventata fenomeno d'attualità, ma che affonda le radici in una cultura millenaria e in un sistema di pensiero di matrice latina (nel senso di sudamericana).----------------------------------
– Global revolution – di Luca Taddio (Mimesis)
– Movimenti – Pino Casamassima (Sperling &amp; Kupfer)
– Twitter e le rivoluzioni – Giovanna Loccatelli (Editori Riuniti)
– La primavera araba – a cura di Michela Mercuri e Stefano Maria Torelli (Vita e Pensiero)– Indignados – Enrique Dussel (Mimesis)]]></description>
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    <title>Dvd in edicola con Panorama, Cloud Atlas</title><ame:section_name><![CDATA[Cinema]]></ame:section_name>
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<link>http://cultura.panorama.it/cinema/cloud-atlas-dvd-panorama</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[cinema]]></category><category><![CDATA[dvd]]></category><category><![CDATA[in edicola con Panorama]]></category><category><![CDATA[Cloud Atlas]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 14:27:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/l/21680419-1/Dvd-in-edicola-con-Panorama-Cloud-Atlas_medium.jpg" alt="Cinema" /><br />Tutto è connesso. Il destino è il risultato di un&nbsp;tracciato inconsapevolmente già percorso, che&nbsp;viene ripreso verso un’evoluzione o un cambiamento.&nbsp;Lo mostra, con una miscela narrativa&nbsp;tentacolare e stimolante, l’incredibile&nbsp;kolossal&nbsp;Cloud Atlas, prossima anteprima in dvd e in blu-ray in uscita&nbsp;con Panorama (dal 20 giugno in edicola).Tratto dal best-seller L’atlante delle nuvole di David&nbsp;Mitchell, il film unisce azione, dramma, mistero e amore&nbsp;eterno in un’unica storia, che procede attraverso epoche&nbsp;diverse nell’arco di 500 anni. I protagonisti si incontrano&nbsp;e si riuniscono passando da una vita all’altra, nascono&nbsp;e rinascono. Alla regia di un progetto così ambizioso&nbsp;ci sono i fratelli statunitensi Lana e Andy Wachowski,&nbsp;già autori della famosa saga fantascientifica di Matrix,&nbsp;e il tedesco Tom Tykwer di Lola corre.Il film è ambientato contemporaneamente nel passato,&nbsp;nel presente e nel futuro e suggerisce che ogni&nbsp;esistenza continua la sua traiettoria individuale attraverso&nbsp;i secoli. Ecco così che nel 1849 un avvocato di&nbsp;San Francisco (Jim Sturgess) offre rifugio a uno schiavo&nbsp;in fuga durante un drammatico viaggio di ritorno dalle&nbsp;isole del Pacifico, tra le angherie del Dr. Goose (Tom&nbsp;Hanks). Ritroviamo l’anima del personaggio di Hanks&nbsp;in tutti i quadri temporalmente successivi: nella Scozia&nbsp;degli anni Trenta, dove un compositore di talento (Ben&nbsp;Whishaw) è vittima di discriminazioni omofobe; nella&nbsp;California del 1973, con una giornalista (Halle Berry)&nbsp;che si batte contro un avido imprenditore (Hugh Grant)&nbsp;per evitare un disastro nucleare; nel 2012, quando un&nbsp;editore (Jim Broadbent) viene ricattato dai fratelli di&nbsp;uno scrittore violento; nel 2144, durante il risveglio della&nbsp;coscienza umana di una clone operaia (Bae Doona);&nbsp;nel devastato 2300…Anche tutti gli altri attori dell’altisonante cast tornano,&nbsp;sotto un trucco strabiliante, nelle varie concatenazioni.&nbsp;In una serie caleidoscopica di sequenze di&nbsp;emozioni e relazioni, la tensione si intreccia alla ricerca&nbsp;filosofica. I Wachowski e Tykwer spingono il mezzo&nbsp;cinematografico verso nuove altezze.Il dvd di Cloud Atlas è con Panorama a 16,90 euro. Il blu-ray è a 22,90 euro, prezzo della rivista escluso.Leggi Panorama on line    ]]></description>
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    <title>Queen, Doors e Rolling Stones tornano al cinema - Foto</title><ame:section_name><![CDATA[Cinema]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[SIMONA SANTONI ]]></ame:author><category><![CDATA[Queen]]></category><category><![CDATA[Rolling Stones]]></category><category><![CDATA[Doors]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 12:34:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/r/o/rolling-stones/21680325-1/rolling-stones_medium.jpg" alt="Cinema" /><br />Il luglio cinematografico si muoverà a ritmo di rock. Quello di gruppi mitici come i Queen, i Doors e i Rolling Stones.I tre film Hungarian Rhapsody Queen Live in Budapest, The Doors Live at The Bowl '68 e The Rolling Stones – Crossfire Hurricane, che Microcinema Distribuzione ha recentemente portato nelle sale italiane, ritornano nel circuito The Space Cinema     (biglietto a 5 euro per concerto). In questa gallery delle foto estratte dai film. Si inizia l'1, il 2 e il 3 luglio con Queen Live in Budapest di János Zsombolyai. Nel doc musicale viene portato su grande schermo quel 27 luglio 1986 in cui i Queen, nel pieno del successo del loro Magic Tour, furono protagonisti di uno dei più grandi concerti mai tenuti in uno stadio, davanti a 80mila fan. La cornice fu quella del Nepstadium di Budapest: le autorità ungheresi, consapevoli della straordinarietà dell'evento, misero a disposizione un dispiegamento di cameraman e tecnici senza precedenti per quello che fu il primo concerto di una band occidentale oltre la cortina di ferro, tre anni prima della caduta del Muro di Berlino.Quasi due ore di spettacolo che alterna alle canzoni entrate nella storia (da Bohemian Rhapsody a Crazy Little Thing Called Love, da A Kind of Magic a I Want To Break Free) immagini del backstage e della visita in Ungheria di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. L'8, il 9 e il 10 luglio tocca ai Doors, dietro la regia di Ray Manzarek. Registrato il 5 luglio del 1968 all’Hollywood Bowl di Los Angeles, il concerto è stato oggi rimasterizzato da Bruce Botnick, lo stesso fonico che all’epoca si occupò della registrazione su un otto piste a bobina, e che, grazie alla più moderna tecnologia, ha potuto ricostruire non solo il video integrale del concerto, ma anche garantire un miglioramento qualitativo con audio surround 5.1. Tra le note di Light My Fire e When The Music’s Over, passando per Back Door Man e The End, si può vedere anche una ricca parte di contenuti extra e documentari tra cui interviste con la band, foto e contributi inediti di amici e addetti ai lavori. Il 15, il 16 e il 17 luglio ecco The Rolling Stones – Crossfire Hurricane     di Brett Morgen, circa due ore di storia filmata dedicata a una delle rock band più longeve e trasgressive. Dal dualismo con i Beatles alla tragedia di Brian Jones fino ai giorni nostri attraverso concerti, droga, sesso, spettacolo ed eccessi, il film-doc raccoglie interviste, filmati storici - molti dei quali inediti - commenti degli stessi Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Ronnie Wood, oltre che degli ex membri Bill Wyman e Mick Taylor, così come rare interviste a Brian Jones.]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>9</galleryNumber>
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																    								<image>
					<title>The Rolling Stones – Crossfire Hurricane Credits: Microcinema Distribuzione</title>
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					<title>The Rolling Stones – Crossfire Hurricane Credits: Microcinema Distribuzione</title>
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																			    								<image>
					<title>The Rolling Stones – Crossfire Hurricane Credits: Microcinema Distribuzione</title>
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    <title>Mostre, Mail Art di Sandro Rinaldi</title><ame:section_name><![CDATA[foto]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[RITA FENINI ]]></ame:author><category><![CDATA[arte]]></category><category><![CDATA[mostre]]></category><category><![CDATA[Sandro Rinaldi]]></category><category><![CDATA[mail art]]></category><category><![CDATA[Ray Johnson]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 11:30:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/a/m/ambasciata-usa-paris-1992/21673939-2/Ambasciata-USA-Paris-1992_medium.jpg" alt="foto" /><br />In mostra a Roma (dal 17 luglio in via del Collegio Romano 27) dipinti o disegni su buste, carta da lettere, post card, francobolli recuperati e reinterpretati dall’autore, Sandro Rinaldi, nel corso dei suoi numerosi viaggi in Italia e all’estero. Perché la Mail Art (o Arte Postale) è l'arte in viaggio, uno dei movimenti artistici più longevi della storia, influenzata dai Futuristi in primis, dai Dada poi e, infine, dagli gli attuali Fluxus del gruppo di Ray Johnson (che ha codificato questa espressione artistica nel 1962 ). Ma si dice addirittura che la prima mail artist fu Cleopatra, quando spedì se stessa a Cesare avvolta in un tappeto…La Mail Art è un messaggio e un mezzo che genera altro messaggio. E Sandro Rinaldi, osservatore attento, veloce, discreto, le ha dato nuova vita facendo viaggiare la sua arte via email.]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>12</galleryNumber>
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																    								<image>
					<title>Ambasciata USA, Parigi, 1992 Credits: Sandro Rinaldi</title>
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					<title>Capri, Faraglioni, 1990 Credits: Sandro Rinaldi</title>
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					<title>Galleria Carla Sozzani Credits: Sandro Rinaldi</title>
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    <title>Alfonso Signorini: il nuovo video di Fedez</title><ame:section_name><![CDATA[video]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 10:43:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/" alt="video" /><br />]]></description>
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    <title>Fedez (Eroe Nazionale): il Prequel e &quot;Alfonso Signorini&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Musica]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/musica]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/musica/fedez-alfonso-signorini-prequel-videoclip-raffaella-fico</link>
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<ame:author><![CDATA[ALESSANDRO ALICANDRI ]]></ame:author><category><![CDATA[alfonso signorini]]></category><category><![CDATA[videoclip]]></category><category><![CDATA[Fedez]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Giu 2013 08:00:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/n/o/21673389-1/image_medium.png" alt="Musica" /><br />Dal 18 giugno 2013 troverete nei negozi &quot;Sig. Brainwash - The Prequel&quot;, pubblicazione speciale per Game Stop con due sorprese (più una canottiera). Al prezzo di un singolo album troverete i suoi due cd precedentemente diffusi in versione gratuita digitale e attualmente non presenti nemmeno su Spotify (parliamo dello street album &quot;Penisola che non c'è&quot; e l'album &quot;Il mio primo disco da venduto&quot;, occasione unica per conoscere il recente passato del rapper più acclamato del momento.&nbsp;È stato annunciato (finalmente) il suo quinto singolo ufficiale dal titolo &quot;Alfonso Signorini (Eroe Nazionale)&quot;, presentato per la prima volta in tv a &quot;Amici di Maria De Filippi&quot; a marzo, poi ai &quot;Wind Music Awards&quot; di Raiuno e ai recentissimi &quot;Mtv Music Awards 2013&quot; a Firenze.Nel videoclip ufficiale caricato venerdì 14 giugno su Youtube c'è la partecipazione speciale del direttore del settimanale &quot;Chi&quot; Alfonso Signorini&nbsp;e della bellissima Raffaella Fico, tornata in formissima dopo la sua complicata maternità. Nel video, oltre alla presenza di un product placement di Just Dance (azzardiamo che questo suo brano potrebbe essere ospite del prossimo capitolo del videogioco danzereccio? È solo una nostra ipotesi) troviamo anche il Dottor Clapis, un nuovo personaggio comico musicale di Youtube che con le sue canzoni sta conquistando il web.La canzone &quot;Alfonso Signorini&quot;, rispetto al brano inciso sul disco, è molto cambiata. Sparita la collaborazione con Elio degli Elio e le Storie Tese (la sua parte di testo è &quot;recitata&quot; in apertura del video), è stata &quot;trasformata&quot; anche in altri punti, probabilmente in conseguenza a questa sottrazione. Per esempio il beat tra ritornello e strofa, originariamente senza voci, è stato sostituito con una voce computerizzata che dice &quot;Alfonso Signorini&quot;. Il brano originale si conclude inoltre con la battuta della &quot;pelle a buccia d'arancia&quot;, oggi invece il pezzo si chiude con una ripetizione del ritornello.Il singolo arriva in un momento d'oro per &quot;Sig. Brainwash - L'arte di accontentare&quot;, album che ha scalato la classifica Fimi con un esordio in top chart, permanendo nella tra i primi 8 per 14 settimane (il secondo obiettivo, forse non lo sapete, è molto più difficile del primo). Ha superato in tutto le 60 mila copie vendute, diventando in due mesi disco di platino.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>&quot;Willi Münzenberg, il megafono di Stalin&quot;: l'uomo che inventò la propaganda</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/libri/willi-munzenberg-megafono-stalin</link>
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<ame:author><![CDATA[MARCO PEDERSINI ]]></ame:author><category><![CDATA[comunismo]]></category><category><![CDATA[recensione]]></category><category><![CDATA[Willi Münzenberg]]></category><category><![CDATA[Martino Cervo]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 18:52:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/i/21674609-2/Willi-Muenzenberg-il-megafono-di-Stalin-l-uomo-che-invento-la-propaganda_medium.jpg" alt="Libri" /><br />Se non sopportate le ondate di appelli firmati da attori, scrittori, comici e cantanti, ora sapete con chi prendervela: è colpa di Willi Münzenberg, l'uomo che per decenni è stato la mente e le mani della propaganda comunista in occidente. L'avreste già saputo, se Münzenberg non fosse sparito dopo un suicidio un po' dubbio all'inizio della Seconda guerra mondiale.Martino Cervo con il libro Willi Münzenberg, il megafono di Stalin    &nbsp;ha voluto toglierlo dall'anonimato con cui riposa in un cimitero di campagna francese, sotto una lapide sbagliata (non gli han concesso nemmeno la dieresi sulla &quot;u&quot;). Ne vien fuori il ritratto affascinante di un garzone, mezzo autodidatta, stregato in Svizzera da un giovane Lenin che predicava la rivoluzione proletaria. L'incontro tra i due avrebbe cambiato la propaganda sovietica: basta attendere qualche anno dopo, durante la carestia del 1921, quando Münzenberg scoprì che mobilitare gli intellettuali borghesi dell'occidente poteva dare risultati molto interessanti.È l'inizio di decenni di appelli, viaggi in Russia per politici e intellettuali, reti di rapporti che vanno da&nbsp;Albert Einstein a Ignazio Silone, passando per Thomas Mann e Sigmund Freud. Il libro riporta alla luce parabola dimenticata, dando a Münzenberg anche il merito di essere stato tra i primi a capire i limiti enormi della causa che aveva abbracciato (a suo modo, cioè senza riserve).
Willi Münzenberg, il megafono di Stalin    
di Martino Cervo
Cantagalli127 pagine, 12 euro]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Prima guerra mondiale, le cause e le colpe dei &quot;sonnambuli&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/libri/prima-guerra-mondiale-cause-colpevoli</link>
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<ame:author><![CDATA[LUIGI GAVAZZI ]]></ame:author><category><![CDATA[prima guerra mondiale]]></category><category><![CDATA[grande guerra]]></category><category><![CDATA[Cristopher Clark]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 18:42:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/n/o/21676453-1/Prima-guerra-mondiale-una-trincea-sul-fronte-occidentale-nel-luglio-1918_medium.jpg" alt="Libri" /><br />
Perché scoppiò la Grande Guerra nell'agosto del 1914? Di chi fu la colpa? Si poteva evitare?Domande rischiose, alle quali, come ormai quasi tutti sono d'accordo, si risponde con una serie assai lunga di cause concatenate, di coincidenze e azioni scellerate. Anche se alcuni attori ebbero più responsabilità di altri.A un anno dal centesimo anniversario di quell'estate del 1914 nel quale cominciò il &quot;Secolo breve&quot;, siamo ancora a interrogarci sulla sequenza di azioni e parole che causò il conflitto. E continuano a pubblicarsi libri che se ne occupano.
Christopher Clark, professore di Storia dell'Europa moderna a Cambridge, ha portato da qualche mese nelle librerie, insieme al suo editore Harper, questo The Sleepwalkers. How Europe Went to War in 1914. Una lettura per appassionati, ma ne vale la pena.Vediamo qualcuno degli argomenti di Clark.
1) La Russia - Il governo dello Zar più degli altri ha la responsabilità per il precipitare verso la guerra degli eventi cominciati con l'assassinio di Francesco Ferdinando a Saraievo, il 28 giugno del 1914, da parte dello studente fanatico nazionalista serbo-bosniaco, Gavrilo Princip.
In 10 giorni decisivi i russi cambiarono il racconto della vicenda trasformando gli estremisti serbi in vittime e gli austriaci (e i loro padrini tedeschi) nei soli cattivi della storia. Il tutto per giustificare poi l'eventuale intervento dell'esercito zarista a sostegno dei fratelli slavi &quot;aggrediti&quot; dall'Impero multinazionale.&nbsp;La mobilitazione generale russa fu il momento decisivo della crisi di luglio. Perché fu la prima.Francesi e russi intervennero anche sui documenti per cambiare date, inventare telegrammi e narrare una sequenza degli eventi che accreditasse la tesi che i tedeschi stessero preparando la guerra da sei giorni e che spinsero avanti gli austriaci con il famoso &quot;assegno in bianco&quot; per punire i serbi. Gli inglesi sostanzialmente si adeguarono alla versione russa.2) La Serbia - Il vero momento di partenza della storia di Clark è il 1903. L'11 giugno di quell'anno alcuni decine di ufficiali dell'esercito serbo entrarono nel palazzo reale di Belgrado per assassinare il re Alessandro e sua moglie, Draga. Anche se l'azione - di brutale macelleria - portò a una svolta democratica, la Serbia, lasciò in eredità al paese una rete di cospirazione nazionalista che aveva l'omicidio come strumento di azione politica. Dragutin Dimitrijevic, l'ufficiale leader del gruppo, divenne il capo del servizio segreto militare serbo e fu tra i creatori della rete terrorista della Mano nera che avrebbe organizzato nel 1914 l'assassinio dell'Arciduca a Sarajevo.3) La Germania - Da molti storici tradizionalmente considerata la cattiva della storia, riceve da Clark un trattamento migliore. Non che la politica estera non fosse determinata dall'aggressività dell'esercito, ma, secondo Clark, i generali erano convinti che ogni conflitto potesse e dovesse mantenersi localizzato.4)&nbsp;L'Austria - D'accordo, la richiesta di intervento contro i terroristi che stavano dietro l'attentato di Sarajevo sarebbe stata una violazione della sovranità serba, e tuttavia dice Clark, suona difficile simpatizzare con la Serbia visto il sostegno ai terroristi e la mancata repressione dopo l'attentato. Secondo Clark l'ultimatum di 48 ore non era così duro come è stato poi giudicato da molti storici. E la risposta di Belgrado fu - dice Clark - sorprendentemente vuota di fatti concreti.5) Tragedia - Clark insomma non individua un vero colpevole (anche se in effetti la Russia sembra avvicinarsi più degli altri a questo ruolo) e inquadra la guerra come una tragedia e non come un crimine: nella sua storia c'è una pistola fumante nella mano di ciascuno dei personaggi principali.6) Machismo - Infine, Clark sottolinea come i principali attori della crisi che portò allo scoppio della guerra fossero presi in una &quot;crisi di mascolinità&quot;: virilità che chiedeva di essere dimostrata anche per la &quot;concorrenza&quot; che arrivava dalle mascolinità subordinate e marginalizzate dei proletari e delle masse coloniali. &nbsp;E che si manifesta in tutte le espressioni linguistiche dei messaggi e memorandum che venivano scambiati fra le cancellerie e nella retorica aggressiva che si riversava nelle opinioni pubbliche interne.7) Sonnambuli - In sostanza, i protagonisti camminarono sul ciglio di un burrone, certi dei propri valori morali e delle proprie ragioni, incapaci però di capire quanto fossero condizionati e costretti dalla complessa interazione di fattori culturali e storici; dal patriottismo e dalla paranoia; dall'ambizione e dagli intrighi. Sonnambuli, attenti ma incapaci di vedere, tormentati da sogni e incubi e miopi davanti alll'orrore nel quale stavano precipitando il mondo.Segui @gruppodilettura!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");]]></description>
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    <title>The Wolf of Wall Street, il trailer del nuovo film Scorsese-DiCaprio</title><ame:section_name><![CDATA[Cinema]]></ame:section_name>
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<link>http://cultura.panorama.it/cinema/wolf-wall-street-scorsese-dicaprio-trailer</link>
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<ame:author><![CDATA[SIMONA SANTONI ]]></ame:author><category><![CDATA[Martin Scorsese]]></category><category><![CDATA[Wall Street]]></category><category><![CDATA[Leonardo DiCaprio]]></category><category><![CDATA[Il lupo di Wall Street]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 17:06:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/o/21673039-1/The-Wolf-of-Wall-Street-il-trailer-del-nuovo-film-Scorsese-DiCaprio_medium.jpg" alt="Cinema" /><br />The Wolf of Wall Street&nbsp;(Il lupo di Wall Street) è il nuovo film di Martin Scorsese, che dopo Gangs of New York (2002), The Aviator (2004),&nbsp;The Departed - Il bene e il male&nbsp;(2006) e Shutter Island&nbsp;(2010) rinnova la proficua collaborazione con Leonardo DiCaprio.&nbsp;L'attore sarà infatti il protagonista di questo biopic&nbsp;interpretando&nbsp;Jordan Belfort, il fondatore della compagnia&nbsp;di brokeraggio Stratton Oakmont di New York, che negli anni Novanta tramite la truffa del&nbsp;pump &amp; dump si è velocemente arricchito spendendo i lauti guadagni in droga e prostitute di alto bordo.&nbsp;Arrestato per frode finanziaria e riciclaggio di denaro nel 1998, per cui ha passato&nbsp;ventidue mesi in una prigione federale,&nbsp;si è poi ricostruito una vita come&nbsp;speaker motivazionale.Basato sul libro di memorie dello stesso spregiudicato ex agente di borsa, il lavoro di Scorsese&nbsp;vede nel cast anche Matthew McConaughey, Jonah Hill, Margot Robbie&nbsp;e Jon Favreau. La sceneggiatura è di Terence Winter, già autore della&nbsp;serie televisiva I Soprano.The Wolf of Wall Street uscirà negli States il 15 novembre. In Italia è atteso per dicembre.&nbsp;La Paramount&nbsp;intanto ha rilasciato il primo trailer ufficiale, in lingua originale. Dai pochi minuti si respirano già toni da giostra folle, abbaglianti e abbagliati dal luccichio del dio denaro.  Segui @simosant_ !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?'http':'https';if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+'://platform.twitter.com/widgets.js';fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, 'script', 'twitter-wjs');]]></description>
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    <title>Superman, 5 libri per scoprire i suoi segreti</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/libri/superman-l-uomo-d-acciao-film-5-libri</link>
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<ame:author><![CDATA[MARTINO.DEMORI  ]]></ame:author><category><![CDATA[fumetti]]></category><category><![CDATA[superman]]></category><category><![CDATA[narrativa]]></category><category><![CDATA[saggistica]]></category><category><![CDATA[5 libri]]></category><category><![CDATA[l'uomo d'acciaio]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 16:09:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/l/a/21673563-1/l-uomo-d-acciao-5-libri-su-superman_medium.jpg" alt="Libri" /><br />
L'uomo d'acciaio, regia di Zack Snyder, esce nelle sale italiane     giovedì 20 giugno sulla scorta di un weekend clamoroso ai botteghini americani e, fra critiche contrastanti, ripropone alla nostra attenzione la figura di Superman. Oltre che gli autori di DC Comics e i registi hollywoodiani, il mito dell'Uomo d'Acciaio ha ispirato romanzieri e saggisti, dando vita a una letteratura di micro-genere che parte dal personaggio creato da Siegel e Shuster per esplorare altro. Ecco allora cinque libri molto diversi fra loro, tendenzialmente divertenti e piacevoli da leggere, al di là del vostro amore per il grande supereroe.
 
 
Superman: diritto di nascita – di Mark Waid e Leinil Yu (Lion)Il volume raccoglie la bella serie che dieci anni fa ha riscritto il mito di Superman (DC Comics periodicamente affida ai migliori autori la reinvenzione delle origini dell'eroe), e che oggi è servita come fonte di ispirazione del film di Zach Snyder. Da Krypton a Metropolis passando per il Ruanda e Smallville, questo volume è stato per qualche anno il canone della nascita del personaggio.
Absolute Kingdom Come     – Mark Waid e Alex Ross (Planeta De Agostini)Ambientata in un ipotetico futuro, Kingdom Come è una delle più celebri saghe legate ai personaggi DC, un vero classico delle letteratura supereroistica degli ultimi anni, scritta e disegnata da due maestri del genere. Questa è l'ultima edizione italiana.
È Superman!     – Tom De Haven (Edizioni BD) Un romanzo di formazione che prende spunto dal mito dell'Uomo d'Acciaio e lo rivisita in modo decisamente originale. Dai campi di grano del Kansas alla frenesia di New York, il giovane e timido Clak Kent va incontro al suo destino da eroe, fra scienziati pazzi, dittatori criminali, robot e i classici personaggi ripensati in chiave moderna: un inquietante Lex Luthor e un'emancipata Lois Lane.
Il libro segreto di Superman     – Scott Beatty (Newton Compton)Una guida che soddisfa tutte le curiosità sull'Uomo d'Acciaio, ma anche un manuale per affrontare la vita moderna prendendo spunto dai superpoteri del nostro, il più importante dei quali è l'altruismo, il sacrificio per il prossimo. Con l'aiuto dei fumetti di Superman e una buona dose di ironia, l'autore insegna come schivare i proiettili, ma anche come uscire da un palazzo in fiamme e salvare una vecchietta e come rendersi utili per migliorare la nostra vita e quella del mondo intero. 
Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay     – Michael Chabon (BUR)È il capolavoro di Chabon, che con questo librone vince il premio Pulitzer nel 2001. La storia di Kavalier e Clay, inventori del fumetto dell'Escapista, ricalca quella di Jerry Siegel e Joe Shuster, i papà di Superman. Dalle origini umili ala grande idea, dal successo di vendite alle fregature degli editori, fino a un epilogo imprevedibile. Grande Storia, biografia, fumetti e snodi drammatici si mescolano in un grandissimo romanzo dei nostri tempi.&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;----------------------------------
– Superman: diritto di nascita – di Mark Waid e Leinil Yu (Lion)
– Absolute Kingdom Come – Mark Waid e Alex Ross (Planeta De Agostini)
– È Superman! – Tom De Haven (Edizioni BD)
– Il libro segreto di Superman – Scott Beatty (Newton Compton)– Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay – Michael Chabon (BUR)]]></description>
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    <title>Tulpa - Perdizioni mortali, video-intervista a Federico Zampaglione</title><ame:section_name><![CDATA[Cinema]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/cinema]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/cinema/tulpa-federico-zampaglione</link>
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<ame:author><![CDATA[SIMONA SANTONI ]]></ame:author><category><![CDATA[Federico Zampaglione]]></category><category><![CDATA[Claudia Gerini]]></category><category><![CDATA[tulpa]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 15:38:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/" alt="Cinema" /><br />]]></description>
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    <title>Roberto Coda Zabetta, le opere di un appassionato viaggiatore</title><ame:section_name><![CDATA[foto]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/arte-idee/foto]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[RITA FENINI ]]></ame:author><category><![CDATA[Londra]]></category><category><![CDATA[mostra]]></category><category><![CDATA[Lucca]]></category><category><![CDATA[Roberto Coda Zabetta]]></category><category><![CDATA[arte]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 13:27:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/r/o/roberto-coda-zabetta-tavola-angolo-secolo-xx-2013/21668625-4/Roberto-Coda-Zabetta-Tavola-Angolo-Secolo-XX-2013_medium.jpg" alt="foto" /><br />Ventiquattro nuovi lavori su tessuto e alcuni disegni progettuali riportano in Italia Roberto Coda Zabetta, dopo un intenso anno di esposizioni in giro per il mondo. In mostra dal 7 luglio all'8 agosto a Pietrasanta, Lucca, nel Complesso post-industriale Ex-Marmi.L'artista biellese, classe 1975, già assistente di Aldo Mondino, si addentra in se stesso e produce, per la prima volta, una serie di&nbsp; lavori introspettivi, che non nascono da un fatto di cronaca. Grandi volti dipinti su vecchi tessuti, scudi, maschere di guardiani incorruttibili, depositari e protettori di una conoscenza che nasce da una riflessione sul passato e che genera una bellezza nuova. Questi volti sono una porta, segnano un confine: da un lato la storia, personale e universale, che non si può e non si deve dimenticare, dall’altro il futuro che, consapevole della propria memoria, procede con passo animato dalla speranza.Pressoché in concomitanza, dal 26 giugno al 31 luglio, la Ronchini Gallery di Londra presenta una serie di lavori in bianco e nero dell’artista, tipici della sua produzione che nasce dall’action painting e dalla ritrattistica.]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>10</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>Roberto Coda Zabetta, Tavola Angolo Secolo XX, 2013, smalto e resine su tessuto, cm 200x150 Credits: Ufficio Stampa</title>
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																			    								<image>
					<title>Roberto Coda Zabetta, Senza titolo, 2010, smalto su tela, cm 180x300 Credits: Ufficio Stampa</title>
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																			    								<image>
					<title>Roberto Coda Zabetta, Tavola Fede Prima, 2013, smalto e resine su tessuto, cm 200x150 Credits: Ufficio Stampa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/r/o/roberto-coda-zabetta-tavola-fede-prima-2013-smalto-e-resine-su-tessuto/21668529-1/Roberto-Coda-Zabetta-Tavola-Fede-Prima-2013-smalto-e-resine-su-tessuto_feed_gal_prev.jpg</url>
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    <title>Mostre, Barocco esuberante: da Cattelan a Zurbarán</title><ame:section_name><![CDATA[foto]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/arte-idee/foto]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/arte-idee/foto/mostre-barocco-esuberante-cattelan-zurbaran</link>
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<ame:author><![CDATA[RITA FENINI ]]></ame:author><category><![CDATA[arte]]></category><category><![CDATA[mostre]]></category><category><![CDATA[Bilbao]]></category><category><![CDATA[barocco]]></category><category><![CDATA[Museo Guggenheim]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 12:36:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/a/e/aertsen/21658045-3/Aertsen_medium.jpg" alt="foto" /><br />Dal 14 giugno ha aperto i battenti Barocco esuberante, la nuova mostra allestita nel Museo Guggenheim di Bilbao. Una contrapposizione di opere seicentesche e contemporanee, col fine di reinterpretare il tradizionale concetto di barocco.Da Franciso de Zurbaràn, Allesandro Magnasco e Jan Steen fino ai contemporanei Maurizio Cattelan, Paul McCarthy e Cindy Sherman, un percorso di &quot;ispirazione cinematografica&quot; in grado di proiettare il visitatore nella storia della sensualità, del grottesco e della comicità. Non un barocco fatto di sfarzo e ornamenti dorati, ma espressione di una vitalità precaria, una vitalità esaltata o persa, progettata, ma minacciata dalla morte. Un'esposizione che è un mix d barocco spagnolo e di realismo contemporaneo. Una mostra audace...]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>12</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>
Pieter Aertsen (1507/08-1575)
La carneficina, 1551-1555
Olio su tavola123 x 175 cm, con cornice: 151 x 202 x 8.5 cm Credits: Collezione Bonnefantenmuseum, Maastricht</title>
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				</image>
																			    								<image>
					<title>
Urs Fischer (1973 -)
Problem Painting, 2012
Vernice acrilica e serigrafia su alluminio360 x 270 x 2,5 cm Credits: &amp;nbsp;Zürcher Kunsthaus Kunstfreunde Zürich Vereinigung, Donata dall'artista, Mats Nordman</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/p/r/problem-painting/21657785-2/Problem-Painting_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>
Francisco de Zurbarán (1598-1624)
Ercole deviò il fiume Alfeo, 1634
Olio su tela133 x 153 cm, con cornice: 147,5 x 169 x 6,5 cm Credits: Museo Nacional del Prado, Madrid</title>
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				</image>
																																																			</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>I due Figaro di Saverio Mercadante: un best seller mondiale</title><ame:section_name><![CDATA[Musica]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/musica]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/musica/saverio-mercadante-riccardo-muti-due-figaro</link>
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<ame:author><![CDATA[NAZZARENO  CARUSI ]]></ame:author><category><![CDATA[Nazzareno Carusi]]></category><category><![CDATA[Riccardo Muti]]></category><category><![CDATA[saverio mercadante]]></category><category><![CDATA[i due figaro]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 10:02:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/a/21662841-1/I-due-Figaro-di-Saverio-Mercadante-un-best-seller-mondiale_medium.jpg" alt="Musica" /><br />Ero in platea, prima fila a destra del Teatro Alighieri di Ravenna, il 24 e 26 giugno del Festival 2011 quando venne rappresentata quest'opera di Saverio Mercadante, compositore di nascita pugliese e vita napoletana (1795-1870) che metterebbe in riga un po' degli operisti stranieri a lui coevi, se solo sapessimo illuminare le nostre glorie nazionali come l'unico Muti pare (quasi eroicamente) sapere e voler fare.Il 28 successivo ne scrissi su Libero: “Muti è artista per musicisti, poeti, filosofi, amanti puri d’ogni bello e popolani. Infatti l’altra sera ha trascinato tutti nel mare virtuosissimo dei due atti del genio di Altamura, napoletano di studi, d’adozione e direzione per trent’anni del Conservatorio, sgranando onde ingegnosissime di note tanto spericolate che se non nelle sue mani rischiavano il collasso. Il ritmo pulsava come un cuore, che sembra sempre uguale solo ai sordi; l’insieme era lunare; morbidissimi i cantabili e sensuali, inframezzati da recitativi con i protagonisti che andavano da soli sulle note del fortepiano di Speranza Scappucci, eccezionale: un suono così voluttuoso e antico insieme da sembrar d’una modernità quasi elettronica tant’era irreale e rapinoso. Infine, danze scatenate e fantastici pizzicati”.L'ascolto di questa registrazione, prodotta dalla Riccardo Muti Music (www.riccardomutimusic.com    ) e pubblicata dalla Ducale, già in testa a molte classifiche di classica mondiali, conferma tutto. A cominciare dallo stato di grazia dei giovani professori della Cherubini, l'Orchestra che il Maestro più maestro di noialtri ha fondato per dare l'occasione della vita ai migliori ragazzi musicisti d'Italia, tutti alla prima esperienza di rilievo così grande. In un tempo che vede gli ensembles personali nascere purché abbiano a prime parti&nbsp;quegli artistoni pretesi dai fondatori per pararsi il nome da eventuali sbrocchi d'inesperienza, è un gesto d'amore generoso e unico per l'arte e per la gioventù.
Twitter: @NazzarenoCarusi________________________Crediti
SAVERIO MERCADANTE
I DUE FIGARO
Poli, Karavayuz, Feola, Stroppa, Cassi, Zorzi, Giustiniani, Buratto, Montanari
Philharmonia Chor Wien
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Riccardo Muti
(registrazione live al Ravenna Festival 2011)DUCALE (2012)]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Bon Jovi: debutto a San Siro il 29 giugno - La (probabile) scaletta dello show</title><ame:section_name><![CDATA[Musica]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/musica]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/musica/bon-jovi-san-siro-scaletta</link>
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<ame:author><![CDATA[GIANNI.POGLIO  ]]></ame:author><category><![CDATA[scaletta]]></category><category><![CDATA[san siro]]></category><category><![CDATA[Bon Jovi]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 10:00:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/o/21664031-1/Bon-Jovi-debutto-a-San-Siro-il-29-giugno-La-probabile-scaletta-dello-show_medium.jpg" alt="Musica" /><br />Mancano meno di due settimane all'unica data italiana di Bon Jovi, il 29 giugno a San Siro. Un evento rock che segna anche il debutto del rocker del New Jersey nella Scala del clacio. Nella setlist saranno presenti le canzoni dell'ultimo disco What about now. Qui sotto, la scaletta del concerto di Sunderland, in Inghilterra dello scorso 13 giugno. Per informazioni sul concerto di Milano:&nbsp;http://www.livenation.it/    





That's What the Water Made Me    &nbsp;

You Give Love a Bad Name    &nbsp;

Born to Be My Baby    &nbsp;

Raise Your Hands    &nbsp;

Runaway    &nbsp;

It's My Life    &nbsp;

Because We Can    &nbsp;

What About Now    &nbsp;

We Got It Going On    &nbsp;

Keep the Faith    &nbsp;

Lost Highway    &nbsp;

Whole Lot of Leavin'    &nbsp;

Captain Crash &amp; the Beauty Queen From Mars    &nbsp;

We Weren't Born to Follow    &nbsp;

Who Says You Can't Go Home    &nbsp;

Rockin' All Over the World    &nbsp;(John Fogerty    &nbsp;cover)

I'll Sleep When I'm Dead    &nbsp;

Bad Medicine    &nbsp;

BIS

In These Arms    &nbsp;

What's Left of Me    &nbsp;

Wanted Dead or Alive    &nbsp;

The Fighter    &nbsp;

Someday I'll Be Saturday Night    &nbsp;

Have a Nice Day    &nbsp;

Livin' on a Prayer    &nbsp;


Always    &nbsp;





 ]]></description>
  </item>  <item>
    <title>&quot;Falli a pezzi&quot; di Humfrey Hunter: scoprire i meccanismi degli uomini per trovare quello giusto</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/libri/humfrey-hunter-falli-pezzi-uomini-sesso</link>
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<ame:author><![CDATA[VALERIAMERLINI  ]]></ame:author><category><![CDATA[sesso]]></category><category><![CDATA[uomini]]></category><category><![CDATA[piemme]]></category><category><![CDATA[Humfrey Hunter]]></category><category><![CDATA[Falli a pezzi]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Giu 2013 09:20:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/u/21655299-1/Falli-a-pezzi-di-Humfrey-Hunter-scoprire-i-meccanismi-degli-uomini-per-trovare-quello-giusto_medium.jpg" alt="Libri" /><br />Vi capita mai di pensare a che cosa diavolo passa per la testa di un uomo? Per esempio a ciò che gli uomini davvero pensano sulla vita, l’amore, gli appuntamenti? Questo e molto altro in un nuovo libro che promette di offrire approfondimenti e spiegazioni sul comportamento spesso sconcertante del maschio.Falli a pezzi descrive con brutale onestà e senza esclusione di colpi come funziona la mente degli uomini single, cosa pensano, cosa vogliono e perché fanno quello che fanno.Il suo autore, Humfrey Hunter,     editorialista per un giornale britannico, ha scritto Falli a pezzi     (Piemme    ) come una utile guida su ciò che imparano gli uomini al termine di lunghe relazioni sentimentali.
Alcune donne saranno devastate dalla notizia che non passeggia per le strade alcun Mr. Big     (Sex &amp; The City docet) e che se dopo un appuntamento il ragazzo in questione non messaggia o non scrive è solo e semplicemente perché non ci vuole. Facciamocene una ragione.
Altre invece saranno rassicurate dal fatto che sulla piazza esistono anche uomini il cui scopo nella vita non è solo spezzare il nostro cuore.Humfrey vuole far capire alle donne che &quot;noi uomini non siamo tutti bastardi o semplicemente strani&quot;. Ecco, rassicuriamoci. Questo è il libro che tutte le donne aspettavano: quello che finalmente insegnerà loro a decodificare la miriade di segnali contradditori che gli uomini, nella loro semplicità, trasmettono in modo consapevole e inconsapevole.
Falli a pezzi nasce da una rubrica di appuntamenti che, al termine di due lunghe relazioni, l’autore ha iniziato a tenere su un giornale. Ha dovuto sin da subito fare i conti con una dura realtà: analizzare il comportamento dei single attraverso il punto di vista di un ragazzo normale. Il suo. &nbsp;Risultato: muoversi con sicurezza nel mondo dei single ed elaborare un vademecum personale. Questo libro racconta quello che è successo a Humfrey Hunter     e nel suo mondo circostante: le storie che gli sono state raccontate e che ha vissuto in prima persona; i consigli dati, quelli accolti e quelli ignorati; la saggezza e le ferite di guerra accumulate strada facendo.Questo è, in sintesi, lo scopo ultimo del mio libro: mettere a vostra disposizione il tempo in cui sono stato single io – ben due anni e mezzo – e tutti gli aneddoti che ho raccolto, per farvi capire come e perché gli uomini si innamorano della ragazza giusta al momento giusto.
I segreti che vi verranno svelati.
1)&nbsp;&nbsp; &nbsp;&quot;Non sono pronto per una relazione in questo momento&quot;, cosa significa veramente?
2)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quanto bisogna realmente preoccuparsi di quello che lui penserà di voi se dormite insieme già al primo appuntamento?
3)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Siete stati amici per lungo tempo, cosa succede se lui vuole essere qualcosa di più?
4)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Se lui gioca significa che lo fa per tenervi sulle spine?&nbsp;O semplicemente non gli interessate?
5)&nbsp;&nbsp; &nbsp;È vero che gli uomini conservano un angolino speciale per il loro primo amore, tanto da tenere sempre acceso un cero? 
6)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Siete insieme da una vita, ma lui ancora sembra non voler fare il grande passo. Perché non lo ha ancora chiesto?
7)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Cosa significa se state insieme solo quando ad unirvi c’è sempre e solo di mezzo un drink? 
8)&nbsp;&nbsp; &nbsp;I vestiti sexy sono importanti?
9)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Gli uomini hanno fantasie (e di che tipo) nei confronti delle quarantenni? 10)&nbsp; Cosa succede nella testa di uomo quando si sente dire che volete dei figli nel giro di un paio d’anni?Tutto questo e molto, davvero molto di più, nelle pagine di Falli a pezzi.
Falli a pezzi    
di Humfrey Hunter
Piemme352 pagine
@violablanca    &nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>&quot;Artemisia, tintora romana&quot; di Maurizia Tazartes</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/libri/artemisia-tintora-romana-maurizia-tazartes</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[biografia]]></category><category><![CDATA[panorama in edicola]]></category><category><![CDATA[artemisia gentileschi]]></category><category><![CDATA[Maurizia Tazartes]]></category><ame:pubDate>Dom, 16 Giu 2013 15:00:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/r/21622825-1/Artemisia-tintora-romana-di-Maurizia-Tazartes_medium.jpg" alt="Libri" /><br />La Susanna e i vecchioni che&nbsp;Artemisia Gentileschi dipinse a soli&nbsp;17 anni è &quot;drammatica, senza via&nbsp;di scampo, stretta fra il bordo della&nbsp;vasca e la massa incombente&nbsp;dei due uomini&quot;. Siamo nel 1610,&nbsp;in anticipo di un anno perché&nbsp;si possano supporre allusioni&nbsp;alla violenza che la pittrice subì&nbsp;da parte di Agostino Tassi. Allora&nbsp;ci doveva essere dell’altro, se c’è&nbsp;chi ha interpretato quella figura&nbsp;femminile dipinta come una&nbsp;proiezione di Artemisia stessa.
PERCHÉ LEGGERLOCapolavori e vita, documenti&nbsp;e comparazioni stilistiche, paure,&nbsp;sfrontatezze, trasgressioni e una&nbsp;rigorosa ricostruzione storicoartistica&nbsp;si fondono in questo libro&nbsp;dove Maurizia Tazartes mette in&nbsp;primo piano la pittura di Artemisia&nbsp;Gentileschi,&nbsp;senza trascurare&nbsp;la biografia e la&nbsp;grande storia che,&nbsp;imprescindibili,&nbsp;si muovono sullo&nbsp;sfondo dei suoi&nbsp;bellissimi quadri.
Artemisia, tintora romana     di Maurizia Tazartes(Sillabe, 126 pagine, 15 euro)Leggi Panorama on line    ]]></description>
  </item>  <item>
    <title>&quot;Cronaca di un suicidio&quot; di Gianni Biondillo</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/libri/cronaca-suicidio-gianni-biondillo</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[panorama in edicola]]></category><category><![CDATA[nuovo libro]]></category><category><![CDATA[noir]]></category><category><![CDATA[Gianni Biondillo]]></category><ame:pubDate>Dom, 16 Giu 2013 11:00:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/r/21622269-1/Cronaca-di-un-suicidio-di-Gianni-Biondillo_medium.jpg" alt="Libri" /><br />Il noir ai tempi della crisi.&nbsp;E dell’Equitalia. Il ritrovamento&nbsp;di una barca abbandonata&nbsp;al largo di Ostia è il punto&nbsp;di partenza per un’indagine&nbsp;su un possibile suicidio.&nbsp;L’ispettore Ferraro e la figlia&nbsp;Giulia, grandissima lettrice,&nbsp;si appassionano al caso&nbsp;soprattutto perché il biglietto&nbsp;d’addio ritrovato a bordo&nbsp;è un omaggio a Cesare Pavese&nbsp;e al suo mestiere di vivere.&nbsp;Tra Roma e Milano, l’inchiesta&nbsp;racconta un Paese sull’orlo&nbsp;della disperazione.
PERCHÉ LEGGERLOColto, ironico e anche sorprendente:&nbsp;esattamente come lo stile&nbsp;di Biondillo, che è capace&nbsp;di scavare in profondità i suoi&nbsp;personaggi e le loro solitudini&nbsp;evitando i luoghi&nbsp;comuni. Parabole di&nbsp;esistenze normali&nbsp;che spesso&nbsp;sfociano nel&nbsp;dramma rompendo&nbsp;gli equilibri della&nbsp;vita di tutti i giorni.
Cronaca di un suicidio     di Gianni Biondillo(Guanda, 191 pagine, 14,50 euro)Leggi Panorama on line    ]]></description>
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    <title>Jérôme Ferrari: &quot;Credo nella filosofia e nei bar, inizio e fine di tutto&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[MADDALENA BONACCORSO ]]></ame:author><category><![CDATA[romanzo]]></category><category><![CDATA[panorama in edicola]]></category><category><![CDATA[nuovo libro]]></category><category><![CDATA[Jérôme Ferrari]]></category><ame:pubDate>Dom, 16 Giu 2013 09:00:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/e/21621929-1/Jerome-Ferrari-Credo-nella-filosofia-e-nei-bar-inizio-e-fine-di-tutto_medium.jpg" alt="Libri" /><br />&quot;Nessuna cosa dell’uomo è fatta per durare&quot;. Jérôme Ferrari risponde così,&nbsp;citando sant’Agostino, a chi gli augura&nbsp;di replicare in Italia il successo ottenuto&nbsp;oltralpe con il suo romanzo&nbsp;Il&nbsp;sermone sulla caduta di Roma    ,     che&nbsp;narra la storia, lunga tre generazioni,&nbsp;di una famiglia originaria della Corsica:&nbsp;mix di filosofia e noir, violenza e riscatto,&nbsp;il libro si è aggiudicato il più importante&nbsp;premio letterario francese, il Goncourt 2012.Classe 1968, corso di nascita ma apolide&nbsp;di fatto, insegnante di filosofia ad Abu Dhabi,&nbsp;Ferrari crede nell’eternità e nel fallimento,&nbsp;nell’apocalisse del pensiero e nella continua&nbsp;rivalsa dello stesso. Ma, soprattutto,&nbsp;crede nei bar, &quot;microcosmi ideali, dove tutto&nbsp;inizia e tutto finisce, dove l’infinita varietà&nbsp;umana si condensa e si confronta&quot;. Sarà&nbsp;per questo che i bar sono protagonisti di&nbsp;quattro dei suoi sette romanzi, compreso&nbsp;quest’ultimo, e che Ferrari non ha paura di&nbsp;mischiare i linguaggi e le idee. &quot;Le persone&quot;&nbsp;continua l’autore &quot;hanno bisogno di sapere&nbsp;leggere ogni caducità. E nei bar, luoghi che&nbsp;richiamano fortemente le idee cristiane&nbsp;di peccato e redenzione, si può. Si fidi, li&nbsp;conosco bene&quot;.Conosce bene anche la molteplicità dei&nbsp;livelli di scrittura (innumerevoli le suggestioni&nbsp;filosofiche nei suoi scritti, da Gottfried&nbsp;W. Leibniz a Baruch Spinoza, a Immanuel&nbsp;Kant) e la duplicità, di tempo e di spazio,&nbsp;essendo cresciuto in bilico tra la Corsica e&nbsp;Parigi, e poi il mondo.&quot;Questo modo di vivere&quot; sorride Ferrari&nbsp;&quot;mi ha reso adattabile e amante di tutto ciò&nbsp;che è laterale. La periferia dell’impero è&nbsp;parte di me. Il paese dei miei genitori, Fozzano,&nbsp;è Corsica estrema: io lo amo molto.&nbsp;Parigi invece non mi piaceva. Ma questa&nbsp;vita fra due mondi mi ha reso come sono e&nbsp;mi ha permesso di adattarmi a tutto, all’Algeria&nbsp;come ad Abu Dhabi. Quindi va bene,&nbsp;meglio essere duplici, forse&quot;. Così com’è&nbsp;meglio pensare a sant’Agostino, mentre si&nbsp;scrive un noir; al punto da andare a cercare&nbsp;l’ispirazione a Ippona e titolare ogni capitolo&nbsp;ispirandosi ai Sermoni.&quot;Sembra a tutti strano che in questo libro&nbsp;Sant’Agostino sia così presente. Ma non è un&nbsp;caso. Lui è consustanziale alla nascita del&nbsp;romanzo. Volevo mostrare la&nbsp;molteplicità di&nbsp;mondi differenti, ma tutti soggetti alla legge&nbsp;agostiniana del nascere, crescere e morire.&nbsp;Noi ci sentiamo disperati, ma dovremmo&nbsp;sapere che è questa la vita. Una crisi può&nbsp;essere la fine di un mondo, non del mondo&quot;.&nbsp;Tutti i suoi personaggi cercano il proprio&nbsp;posto, sulla terra. Ferrari no, non l’ha mai&nbsp;cercato. Il suo posto è ovunque.Leggi Panorama on line    ]]></description>
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    <title>Benedict Cumberbatch: &quot;Vi svelerò i segreti di Mr Wikileaks&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Cinema]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[cinema]]></category><category><![CDATA[panorama in edicola]]></category><category><![CDATA[Benedict Cumberbatch]]></category><category><![CDATA[The Fifth Estate]]></category><ame:pubDate>Dom, 16 Giu 2013 08:00:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/e/21623087-1/Benedict-Cumberbatch-vi-svelero-i-segreti-di-Mr-Wikileaks_medium.jpg" alt="Cinema" /><br />Zigomi alti e occhi di ghiaccio,&nbsp;Benedict Cumberbatch,&nbsp;37 anni, è l’ultima scoperta&nbsp;del cinema britannico.&nbsp;Figlio d’arte, educato nella&nbsp;stessa scuola di Winston&nbsp;Churchill (ma prima dell’università&nbsp;si è preso un anno&nbsp;sabbatico per insegnare inglese in&nbsp;un monastero buddista indiano),&nbsp;l’uomo che dà il volto al criminale&nbsp;John Harrison di&nbsp;Star Trek Into&nbsp;Darkness     ha raggiunto la popolarità&nbsp;interpretando &quot;il&quot; detective&nbsp;per eccellenza nel serial Sherlock.Per molti addetti ai lavori&nbsp;Cumberbatch è sulla buona strada&nbsp;per la celebrità planetaria. In&nbsp;Star Trek trionfa nel confronto&nbsp;con l’inespressivo Chris Pine (il&nbsp;comandante Kirk) grazie a un’interpretazione&nbsp;ricca di sfumature.&quot;Io e J.J. Abrams abbiamo&nbsp;cercato di creare il giusto equilibrio&nbsp;fra una&nbsp;persona terrorizzante&nbsp;e qualcuno&nbsp;per cui si&nbsp;prova empatia.&nbsp;Ho lavorato molto&nbsp;sulla postura&nbsp;e cercato di far&nbsp;sì che a riposo&nbsp;John ricordasse&nbsp;un rettile pronto&nbsp;ad afferrare la preda. Ho pensato&nbsp;ai suoi monologhi come a qualcosa&nbsp;di scespiriano e alla sua voce&nbsp;(baritonale, non a caso usata per&nbsp;animare il drago Smaug nella trilogia&nbsp;di The Hobbit, ndr) come&nbsp;un’arma per persuadere i nemici,&nbsp;come faceva Hannibal Lecter&quot;.Nel prossimo attesissimo The&nbsp;Fifth Estate, a novembre negli Usa,&nbsp;interpreta Julian Assange: &quot;Basta&nbsp;vedere film come Argo     o Zero Dark&nbsp;Thirty:     dimostrano che c’è un grande&nbsp;appetito per la politica di questi&nbsp;tempi&quot;. È in questo clima che Assange&nbsp;secondo Cumberbatch diventa&nbsp;una figura chiave del cambiamento,&nbsp;con la sua battaglia condotta sul&nbsp;web: &quot;Non credo che questa situazione&nbsp;durerà per sempre e penso&nbsp;sia interessante come i social media&nbsp;stiano portando un processo di&nbsp;democratizzazione della politica,&nbsp;rendendola più coinvolgente e&nbsp;interattiva per i cittadini. Assange&nbsp;è alla testa di questa rivoluzione&quot;.Il film di Bill Condon, basato&nbsp;sul libro Inside Wikileaks     (Marsilio)&nbsp;del suo ex braccio destro Daniel&nbsp;Domscheit-Berg (interpretato&nbsp;da&nbsp;Daniel Bruhl), racconta l’avvio&nbsp;dell’organizzazione in grado di far&nbsp;tremare i servizi segreti di tutto il&nbsp;mondo e rappresenta, secondo&nbsp;Cumberbatch, uno strumento per&nbsp;capire: &quot;Si tratta di anni ricchi di&nbsp;avvenimenti illuminanti per comprendere&nbsp;chi è veramente Assange,&nbsp;scopriremo solo in futuro le&nbsp;conseguenze dei suoi atti. Spero&nbsp;che il film faccia riflettere&quot;.Leggi Panorama on line    ]]></description>
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    <title>Emilio Isgrò: &quot;Per favore, non riduciamo l'arte a routine&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Arte &amp; Idee]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[intervista]]></category><category><![CDATA[panorama in edicola]]></category><category><![CDATA[Emilio Isgrò]]></category><ame:pubDate>Sab, 15 Giu 2013 18:00:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/m/21621071-2/Emilio-Isgro-Per-favore-non-riduciamo-l-arte-a-routine_medium.jpg" alt="Arte &amp; Idee" /><br />di Giorgio IeranòEmilio Isgrò una volta sui giornali ci scriveva.&nbsp;Adesso invece li cancella. Così&nbsp;come ha cancellato l’Orlando furioso,&nbsp;la Costituzione, la Treccani, l’Inno di&nbsp;Mameli. Le &quot;cancellature&quot;, quelle pagine&nbsp;ingombre di neri inquietanti che&nbsp;decretano la morte della parola ma al&nbsp;tempo stesso alludono a un discorso&nbsp;invisibile, sono il marchio di fabbrica di&nbsp;Isgrò. Il segno inconfondibile che ha fatto&nbsp;di questo siciliano appassionato e sornione,&nbsp;nato 75 anni fa a Barcellona (Messina),&nbsp;uno dei maggiori artisti contemporanei.&nbsp;La definizione artista contemporaneo è&nbsp;limitativa per uno come Isgrò che, vero geniaccio italico d’altri tempi, è anche poeta,&nbsp;narratore, drammaturgo.Trent’anni fa, Isgrò s’inventò le Orestiadi&nbsp;di Gibellina, straordinario esperimento di&nbsp;arte totale che fece rivivere Eschilo nel&nbsp;Belice devastato dal terremoto. Un’idea&nbsp;del sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao,&nbsp;alla cui memoria Isgrò ha ora dedicato&nbsp;il poemetto I funerali di Corrao, appena pubblicato dall’editore Aragno. L’avventura&nbsp;rivive anche nel volume L'Orestea di Gibellina e gli altri scritti per il teatro (Edizioni&nbsp;Le Lettere, a cura di Martina Treu),&nbsp;mentre esce Come difendersi dall’arte e&nbsp;dalla pioggia (Edizioni Maretti, a cura di&nbsp;Beatrice Benedetti), raccolta di scritti sulla contemporaneità. E non è finita: il 20 giugno,&nbsp;alla Galleria nazionale d’arte moderna&nbsp;di Roma, aprirà una mostra (Modello Italia,&nbsp;fino al 6 ottobre, catalogo Electa) che&nbsp;ricostruisce un’avventura artistica lunga&nbsp;mezzo secolo.&quot;Sono diventato artista per caso, quasi&nbsp;mio malgrado&quot; racconta Isgrò nel suo atelier&nbsp;alla periferia di Milano, un’ex sartoria in&nbsp;zona viale Monza, quartiere di immigrati&nbsp;vecchi e nuovi. &quot;Ho iniziato come giornalista,&nbsp;un mestiere che mi appassionava.&nbsp;Alimentava quella curiosità che è la molla&nbsp;anche del mio lavoro d’artista. Ho imparato&nbsp;di più facendo il cronista che frequentando&nbsp;il mondo dell’arte. Fra gli artisti sono&nbsp;sempre stato un cane sciolto. Non ho mai&nbsp;fatto gruppo&quot;.In compenso si è legato a molti protagonisti&nbsp;del Novecento: Eugenio Montale, per&nbsp;esempio. &quot;Lo conobbi a Milano. Frequentava&nbsp;la casa di Elio Vittorini, sui Navigli.&nbsp;Non per le conversazioni letterarie, sa? È&nbsp;che andava matto per il pesce stocco alla&nbsp;messinese che gli preparava la moglie di&nbsp;Vittorini. Ogni domenica era lì a pranzo.&nbsp;Gli ero simpatico, aveva apprezzato le mie&nbsp;prime poesie. Quando andai a lavorare al&nbsp;Gazzettino di Venezia, veniva a trovarmi&nbsp;e, quando non c’era la moglie Mosca, era&nbsp;il mio braccio che lo aiutava a scendere i&nbsp;gradini dei ponti. Poi io dichiarai la 'morte&nbsp;della parola' e lui la prese come un affronto&nbsp;personale. Le passeggiate veneziane&nbsp;finirono&quot;.
Intanto aveva conosciuto anche Ezra&nbsp;Pound.Si chiudeva in interminabili silenzi, non so&nbsp;se per disdegno o per senilità. Una volta,&nbsp;durante un viaggio in macchina verso Padova,&nbsp;lo incalzai di domande a cui oppose&nbsp;il solito mutismo. Poi mi guardò e mi disse&nbsp;soltanto: &quot;Io nella vita ho sbagliato tutto&quot;.
Peggy Guggenheim invece la mandò a&nbsp;cercare...Chiese un’intervista per raccontare la sua&nbsp;collezione. &quot;Guardi che opere magnifiche&quot;&nbsp;mi diceva. &quot;Lo spieghi ai veneziani&quot;. Parrà&nbsp;strano, ma allora nessuno le dava retta.
Vide anche John F. Kennedy, pochi mesi&nbsp;prima di Dallas.Il giornale mi aveva mandato a seguire un&nbsp;suo tour elettorale. Lui capì che ero italiano&nbsp;dalla cravatta, che avevo comprato in via&nbsp;Monte Napoleone. Posso dire di essere&nbsp;stato, mio malgrado, un ambasciatore del&nbsp;made in Italy.
Intervistò anche Giorgio De Chirico.Lo considero un maestro. L’hanno usato&nbsp;come bandiera contro le avanguardie, però&nbsp;lui era più avanti di tutti. Mi affascinava il&nbsp;suo disincanto da eterno bambino.
Anche l’idea delle cancellature le venne&nbsp;al giornale?Correggevo gli articoli di Giovanni Comisso...&nbsp;una sofferenza. Scriveva in modo&nbsp;contorto, i suoi pezzi arrivavano in fogli&nbsp;zeppi di cancellature. Mi accorsi che le&nbsp;cancellature alla fine avevano più peso&nbsp;delle parole stesse. Era il 1962: fu un’illuminazione.
Nel 1964 con la sua opera Dio è un essere&nbsp;perfettissimo come una Volkswagen&nbsp;riuscì a fare infuriare sia la fabbrica di&nbsp;automobili sia la Chiesa. Si sente un&nbsp;provocatore?Maurizio Cattelan mi ha fatto la stessa domanda&nbsp;nel catalogo della mostra romana.&nbsp;Gli ho risposto con un testo pieno di&nbsp;cancellature. Quando tutti &nbsp;provocano, la&nbsp;provocazione non ha più senso.
È il mercato che decide tutto oggi?Prendersela con il mercato è un vecchio&nbsp;vezzo degli artisti. Certo, un tempo per&nbsp;un artista approdare a un museo era un&nbsp;traguardo. Adesso invece si comincia&nbsp;esponendo in un museo. Significherà&nbsp;qualcosa, no?
Quanto è cambiata l’arte in 50 anni?L’arte rischia di ridursi a routine. Un medium&nbsp;fra tanti, che non esprime malessere&nbsp;ma fabbrica consenso. Tutto si è estetizzato,&nbsp;anche la politica. Voler piacere è&nbsp;legittimo, voler compiacere è altra cosa.Leggi Panorama on line    ]]></description>
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    <title>India. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[MICHELE LAURO ]]></ame:author><category><![CDATA[recensione]]></category><category><![CDATA[Isbn-edizioni]]></category><category><![CDATA[Tishani Doshi]]></category><category><![CDATA[India]]></category><category><![CDATA[Gioia Guerzoni]]></category><ame:pubDate>Sab, 15 Giu 2013 15:06:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/i/21662559-1/India.-Cinque-racconti-sei-reportage-tre-fumetti_medium.jpg" alt="Libri" /><br />Gioia Guerzoni, scrittrice e traduttrice esperta delle vicende letterarie indiane, nel 2008 si traveste da talent scout e compila con passione un'antologia tesa a raccogliere le voci di autori e artisti di matrice angloindiana, tornati a vivere in patria ma non ancora approdati all'establishment. India. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti    , nel frattempo pubblicata anche a Delhi, viene ora riproposta da Isbn nella collana Vinili, con la divertente copertina disegnata da Alice Beniero.I tredici racconti brevi in forma di fiction, reportage e graphic novel offrono un flash su aspetti o personaggi chiave del nuovo inconscio collettivo indiano, del suo curioso miscuglio di nostalgia e desiderio di modernità. Intrallazzoni globali e uomini capaci di trovare &quot;sermoni nelle pietre&quot;, infime dalit e colte viaggiatrici di prima classe, autisti-filosofi di risciò e aspiranti giornalisti in cerca di un tugurio in affitto. Giovani registi di pseudo-documentari e sceneggiatori di film porno. I misteriosi, potenti hijida (trans) di Mumbai e i giovani benestanti ossessionati da Bollywood e dal sesso, gli innamorati in jeans, gli indù e i musulmani, topi furtivi e mucche appisolate, uomini donne bambini e mendicanti con le loro brutte appendici storte.Una sfilata di eroi ordinari, l'uomo comune capace di affrontare qualsiasi cosa: il nuovo consumatore abbindolato, come in tutto il mondo, dal bla bla televisivo. Questi racconti, spiega Guerzoni nella prefazione, cercano di scardinare il luogo comune sulle magnifiche sorti e progressive della nuova India e insieme di offrire un'immagine del paese meno patinata rispetto a quella traslitterata dagli aristofreak occidentali. L'India culla di grandi opportunità e fortune, ventre e tomba di vite miserabili. Vacca dissacrata da mungere prima che crolli stecchita.All'interno della più popolosa democrazia mondiale le discrepanze sono in vistosa ascesa, e così fenomeni relativamente recenti come i suicidi dei contadini strangolati dai debiti o cacciati dalla loro terra per far posto alle famigerate SEZ (Special Economic Zones o zone franche per imprenditori senza scrupoli), che vanno ad aggiungersi alle antiche e sistematiche pratiche di maltrattamenti domestici, violenze sessuali (le stime parlano di uno stupro ogni 40 minuti) e sparizioni di bambini (quarantacinquemila all'anno, come testimonia il reportage Bambini di Annie Zaidi).In ordine temporale, l'ultimo preoccupante fenomeno si chiama mobocracy, ovvero il potere della folla che si fa giustizia da sé, stufa di un sistema imperniato sugli abusi di potere, della polizia corrotta e connivente. Non sono passati molti mesi dall'aggressione selvaggia da parte di un gruppo di ragazzi ubriachi a una ragazza su un bus di Delhi, cui la folla ha risposto con la prima mobilitazione di massa nel cuore della città. I cartelli dicevano senza mezzi termini: &quot;Delhi, capitale dello stupro&quot;.Nel questionario che Gioia Guerzoni propone al gruppo di autori, i neologismi coniati per descrivere il &quot;made in India&quot; che avanza vengono visti con diffidenza e ostilità. In particolare Shining India, sinonimo di miraggio, e l'acronimo SEZ, liquidato da Tishani Doshi (che nel frattempo ha pubblicato il suo primo romanzo anche in Italia: Il piacere non può aspettare    , tradotto dalla stessa Guerzoni) come una finta pacca sulla spalla: &quot;in realtà sono un calcio in culo&quot;. Ma le risposte degli autori alla domanda su cosa associno l'Italia sono una conferma della teoria che la globalizzazione si nutre di stereotipi: calcio, Roma e Venezia, moda, spaghetti, belle donne. Tutto qui?Le immagini anestetizzano, diceva Susan Sontag a proposito del rapporto tra uomo e fotografia. City of Photos di Smriti Nevatia, progetto di documentario sugli studi fotografici come luoghi simbolo del passaggio dal medioevo alla modernità, racconta il sogno urbano di Shining India: mettersi in posa. Capacità di adattamento e resistenza al cambiamento convivono in forme bizzarre, così &quot;quando un modo di vivere scompare, la nostalgia diventa un modo di vivere&quot;. La distorsione temporale in città tentacolari come Kolkata, Delhi, Mumbai attrae il ceto medio nel nuovo mondo come volontà e rappresentazione. Volontà di essere per la prima volta al centro anziché ai margini. Rappresentazione come segno di vitalità e surrogato della realtà, mentre il panorama urbano soggiace alla decadenza tropicale e all'invasione degli ultracorpi negli slum.Gli studi fotografici pullulano dovunque in India perché offrono i fondali su cui costruire il ricordo di se stessi: &quot;un ricordo molto più soddisfacente di qualsiasi riflesso in uno specchio&quot;. Fondali dipinti a colori sgargianti, pittoreschi e drammatici, ambientazioni rimaste intatte dall'epoca del bianco e nero, scene di paradiso perduto e l'apoteosi della finzione (farsi fotografare ad Agra sullo sfondo finto del Taj Mahal), fino all'horror involontario e stravagante tipico dell'Indian style. Uno dei fondali che a Kolkata va per la maggiore ritrae le torri gemelle in fiamme e in primo piano un bungalow bianco circondato da un praticello con tavoli da giardino. La gente si fa fotografare su questo sfondo.Non è solo kitsch estremo ma qualcosa che affascina e respinge noi occidentali sprovvisti degli occhiali per guardare. L'India è anche questa, la più colossale industria del riciclo mondiale. Datele tempo, e riciclerà anche i vostri sogni più brutti.
India. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti
a cura di Gioia Guerzoni
Isbn Edizioni190 pp., 12 euro]]></description>
  </item>  <item>
    <title>&quot;O la borsa o la vita&quot; di Eduardo Mendoza</title><ame:section_name><![CDATA[Libri]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://cultura.panorama.it/libri]]></ame:section>
<link>http://cultura.panorama.it/libri/o-borsa-o-vita-eduardo-mendoza</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[giallo]]></category><category><![CDATA[panorama in edicola]]></category><category><![CDATA[Eduardo Mendoza]]></category><category><![CDATA[O la borsa o la vita]]></category><ame:pubDate>Sab, 15 Giu 2013 15:00:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://www.panorama.it/files/images/cultura/a/21622349-1/O-la-borsa-o-la-vita-di-Eduardo-Mendoza_medium.jpg" alt="Libri" /><br />I personaggi&nbsp;sembrano&nbsp;usciti da&nbsp;un fumetto:&nbsp;demenziali.&nbsp;Come questa&nbsp;indagine&nbsp;del detective&nbsp;pazzo e senza&nbsp;nome creato&nbsp;da Eduardo Mendoza. La ricerca&nbsp;raccoglie un campionario di&nbsp;umanità che va da un ex truffatore&nbsp;che si guadagna da vivere come&nbsp;statua vivente sulla rambla fino&nbsp;al gestore di un centro di yoga. Con&nbsp;Formaggino, ragazzina tredicenne,&nbsp;formano una squadra impegnata&nbsp;nella ricerca di Romulo il Bello&nbsp;per le strade di una Barcellona&nbsp;attanagliata dalla crisi e dal caldo&nbsp;di un’estate torrida.
PERCHÉ NON LEGGERLOVi eravate appassionati&nbsp;al&nbsp;Mistero della cripta stregata?&nbsp;Avete riso sulle pagine di Nessuna&nbsp;notizia di Gurb? Sono solo un&nbsp;ricordo. Nonostante Barcellona&nbsp;e la sua straordinaria vivacità&nbsp;cosmopolita, questa nuova folle&nbsp;indagine di Eduardo Mendoza&nbsp;non riesce proprio a decollare.
O la borsa o la vita di Eduardo Mendoza(Feltrinelli, 235 pagine, 14 euro)Leggi Panorama on line    ]]></description>
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